Cassazione Penale, Sentenza n. 17479/2025 del 08/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del riesame che aveva in parte annullato il sequestro probatorio solo sulle somme di denaro ma confermato il vincolo sui dispositivi informatici. Si è dedotta la violazione degli artt. 324, 256 e 247 c.p.p. per mancata osservanza dei principi di proporzionalità e adeguatezza: il decreto di sequestro del P.M. non avrebbe indicato un minimo programma organizzativo né criteri di selezione (parole chiave, perimetrazione temporale, tempi per l'estrazione e restituzione), comportando un'acquisizione indiscriminata ed esplorativa di tutti i dispositivi e dati in uso agli indagati, con compressione ingiustificata dei diritti fondamentali (privacy, riservatezza, diritto di proprietà).
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto fondata la censura sul mancato rispetto del principio di proporzionalità e dell'obbligo motivazionale in caso di sequestro di dispositivi informatici: ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del riesame che il decreto di sequestro probatorio, disponendo la restituzione ai ricorrenti dei beni acquisiti e della copia integrale dei dati estrapolati. La Corte ha inoltre precisato i requisiti motivazionali che il decreto di sequestro deve contenere (ragioni per sequestro esteso o indicazione delle specifiche informazioni ricercate; criteri di selezione e perimetrazione temporale; tempi per la selezione e restituzione dei dati non rilevanti).
Norme richiamate
Il principio di proporzionalità, richiamato anche per le cautele reali, impone la valutazione preventiva e continua della misura in termini di adeguatezza, necessità, gradualità e residualità rispetto ad alternative meno afflittive
Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione adeguata, anche se concisa, che specifichi la finalità probatoria e la strumentalità dei beni o dati rispetto all'accertamento; tale motivazione è requisito di legittimità
La Corte richiama la possibilità che la nullità del sequestro si estenda all'acquisizione della copia forense dell'intero contenuto del dispositivo se il sequestro è ritenuto illegittimo
art. 42 Cost.
Il diritto alla protezione della proprietà è un parametro costituzionale che bilancia l'interesse pubblico all'accertamento con il sacrificio imposto al soggetto; funge da limite all'intervento cautelare su beni
art. 1 del Primo Protocollo aggiunto alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Protocollo 1, art. 1 CEDU)
Tutela del diritto di proprietà richiamata quale vincolo interpretativo per evitare sequestri sproporzionati e ingiustificati
art. 8 CEDU
Il diritto al rispetto della vita privata e familiare e la protezione dei dati personali impongono limiti all'accesso indiscriminato ai dati contenuti nei dispositivi elettronici
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, artt. 7 e 8
Riconoscono il diritto alla vita privata e alla protezione dei dati personali; costituscono parametri vincolanti per il rispetto della proporzionalità nelle investigazioni che coinvolgono dati
Trattato dell'Unione Europea, art. 5, paragrafi 3 e 4
Principi di proporzionalità e sussidiarietà che informano la nozione di limitazione delle libertà fondamentali nell'azione pubblica, richiamati per sostenere il dovere di adeguata motivazione
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, artt. 49 par. 3 e 52
Richiamati come fonti che rafforzano l'obbligo di bilanciare l'interesse pubblico con i diritti fondamentali e di garantire che le limitazioni siano previste dalla legge e proporzionate
Norme processuali indicate dai ricorrenti come violate: la Corte ha esaminato le censure in termini di rispetto dei limiti procedurali e del diritto di difesa nel contesto del sequestro probatorio e del riesame
Massime di principio
- Il sequestro probatorio di dispositivi informatici deve essere motivato specificamente: occorre indicare o le ragioni per un sequestro esteso e omnicomprensivo, o le specifiche informazioni/chiavi di ricerca che si intendono acquisire.
- Il decreto di sequestro deve prevedere criteri di selezione del materiale (es. parole chiave, perimetrazione temporale) e giustificare eventuali scarti temporali rispetto all'imputazione provvisoria.
- Il P.M. deve indicare tempi ragionevoli per l'estrazione e la selezione dei dati e la restituzione della copia informatica non rilevante; l'assenza di tali indicazioni può rendere il sequestro esplorativo e illegittimo.
- Il riesame può e deve valutare la legittimità del sequestro anche sotto il profilo della proporzionalità: le questioni apparentemente 'esecutive' che incidono sul carattere sproporzionato della misura possono essere dedotte davanti al tribunale del riesame.
- Il sequestro indiscriminato di interi archivi digitali o di tutte le informazioni di un dispositivo, senza selezione preventiva, è vulnerabile a impugnazione per violazione del principio di adeguatezza e della riservatezza di terzi.
- In caso di annullamento del sequestro probatorio la restituzione deve comprendere non solo i supporti materiali ma anche le copie dei dati acquisite: il vincolo cautelare sui 'patrimoni informativi' è danno rilevante.
- Per difendersi preventivamente, richiedere nel decreto (o nel riesame) misure meno invasive: acquisizione mirata, filtro per dati professionali/privati, nomina di consulente tecnico indipendente per selezione, misure di segretezza protetta.
- Gli uffici inquirenti che ritengono necessaria l'acquisizione massiva devono esplicitare nel provvedimento la sussistenza di ragioni tecniche concrete (difficoltà di estrazione sul posto, rischio di alterazione) che giustifichino il sequestro fisico del dispositivo.
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