Parere n. 167/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Maria Ciammella, contro Comune di Potenza, avverso provvedimento 23/08/2019 recante diniego di permesso di costruire;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeDiniego del permesso di costruire del 23 agosto 2019, relativo alla pratica edilizia n. 67/19-ID 22676
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale relativo a un progetto di cambio di destinazione d’uso da deposito ad abitazione, con diversa distribuzione degli spazi interni, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. Il fabbricato era stato realizzato sulla base della concessione edilizia n. 554/1990, inizialmente non reperita dal Comune e successivamente rinvenuta, ma con una difformità tra il titolo originario e gli elaborati allegati alla pratica edilizia. Nel corso del procedimento la ricorrente ha presentato osservazioni e, successivamente, una nuova istanza di permesso di costruire in sanatoria, accolta dal Comune con permesso di costruire in sanatoria n. 10239 del 2 febbraio 2022. Si è quindi posto il problema della permanenza dell’interesse alla decisione sul ricorso straordinario contro il diniego del 2019.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il ricorso sia divenuto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria del 2 febbraio 2022 ha modificato la situazione giuridica e fattuale sottostante, rendendo inutile un’eventuale decisione di accoglimento del ricorso contro il precedente diniego. La Sezione ha richiamato il principio secondo cui la sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando una modificazione della situazione di fatto o di diritto elimina l’utilità, anche strumentale o morale, della decisione, oppure quando un nuovo provvedimento ridefinisce in modo certo e definitivo l’assetto degli interessi, anche senza produrre un effetto pienamente satisfattivo.
Osservazioni
Sopravvenuto permesso di costruire in sanatoria
Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria n. 10239 del 2 febbraio 2022 ha fatto venir meno l’interesse della ricorrente alla decisione sul ricorso contro il diniego del 23 agosto 2019.
Sopravvenuta carenza di interesse
Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile quando la modificazione della situazione di fatto o di diritto rende inutile l’eventuale accoglimento, facendo venir meno un interesse attuale, anche strumentale o morale, alla decisione.
Norme richiamate
Il parere è reso nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
concessione edilizia n. 554/1990
Titolo edilizio originario relativo alla realizzazione del fabbricato, la cui conformità agli elaborati progettuali è risultata controversa.
permesso di costruire in sanatoria n. 10239 del 2 febbraio 2022
Provvedimento sopravvenuto ritenuto idoneo a eliminare l’interesse attuale alla decisione sul diniego del 2019.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse sussiste quando una modificazione della situazione di fatto o di diritto rende inutile, per il ricorrente, l’eventuale accoglimento del ricorso.
- L’interesse alla decisione viene meno anche quando non sia più configurabile un’utilità strumentale o morale derivante dalla pronuncia.
- L’adozione di un nuovo provvedimento amministrativo può determinare l’improcedibilità del ricorso se ridefinisce in modo certo e definitivo l’assetto degli interessi, anche qualora non produca un effetto integralmente satisfattivo.
Diniego di permesso di costruire e successivo rilascio della sanatoria
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una proprietaria contro il Comune di Potenza, avverso il diniego di permesso di costruire del 23 agosto 2019 relativo alla pratica edilizia n. 67/19-ID 22676.
Fatti e procedimento edilizio
La ricorrente era proprietaria di un terreno ubicato in Potenza, ricadente in area agricola, sul quale insisteva un fabbricato realizzato in forza della concessione edilizia n. 554/1990, rilasciata alla madre, originaria proprietaria dell’immobile.
Dopo una richiesta di accesso agli atti, il Comune aveva inizialmente comunicato di non reperire la concessione originaria. La ricorrente aveva quindi presentato una richiesta di permesso di costruire per un intervento di cambio di destinazione d’uso da deposito ad abitazione, con diversa distribuzione degli spazi interni.
Il Comune aveva dapprima comunicato l’impossibilità di realizzare l’intervento per la mancanza del titolo originario. Successivamente aveva rinvenuto la concessione edilizia, rilevando tuttavia una difformità tra il contenuto del titolo e gli elaborati allegati alla pratica. La ricorrente aveva presentato osservazioni chiedendo la verifica dello stato di fatto dell’immobile e manifestando disponibilità a modificare le destinazioni catastali. Con provvedimento del 23 agosto 2019 il Comune aveva comunque negato il permesso di costruire.
Motivi del ricorso
La ricorrente aveva dedotto l’illegittimità del diniego per violazione di legge ed eccesso di potere nelle relative figure sintomatiche. Il parere non esamina nel merito tali censure, poiché la Sezione ha ritenuto decisiva la sopravvenienza di un nuovo titolo edilizio.
Sopravvenuto permesso di costruire in sanatoria
Nel corso del procedimento, la ricorrente aveva presentato, il 28 maggio 2020, un’ulteriore istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa alle opere concernenti il fabbricato. Il Comune aveva accolto tale istanza rilasciando il permesso di costruire in sanatoria n. 10239 del 2 febbraio 2022.
Secondo la relazione ministeriale, tale sopravvenienza aveva fatto venir meno l’interesse della ricorrente alla decisione sul ricorso straordinario.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha richiamato il principio, qualificato come consolidato, secondo cui la sopravvenuta carenza di interesse si verifica quando una modificazione della situazione di fatto o di diritto rende inutile l’eventuale accoglimento del ricorso. L’interesse può venir meno anche quando non sia più configurabile un’utilità strumentale o morale alla decisione.
La stessa conseguenza si produce quando l’amministrazione adotta un provvedimento idoneo a ridefinire in modo certo e definitivo l’assetto degli interessi, anche se il nuovo atto non ha un effetto integralmente satisfattivo. La Sezione ha richiamato, sul punto, Consiglio di Stato, sez. V, 8 luglio 2014, n. 1663.
Esito
Poiché il permesso di costruire in sanatoria del 2 febbraio 2022 ha inciso sulla situazione oggetto del diniego impugnato, rendendo inutile la decisione sul ricorso, il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso straordinario sia dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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