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Parere

Parere n. 135/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto con deposito diretto ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dalla signora Gina Bramucci contro Comune di Firenze e nei confronti dei signori Roberto Tucci e Giuseppina Curcio per l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria 1890/2022 del 26/08/2022;

Giustizia amministrativa202300143

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Sezione ha ritenuto che la dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione determini la sopravvenuta carenza di interesse e la cessazione della materia del contendere, non sussistendo più alcuna utilità nella decisione del ricorso. Ha quindi ritenuto inutile attendere la relazione istruttoria ministeriale, non ancora pervenuta, e ha considerato assorbita l’istanza cautelare.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del permesso di costruire in sanatoria n. 1890/2022 del 26 agosto 2022 rilasciato dal Comune di Firenze

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La ricorrente ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, per l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria n. 1890/2022. Con un unico motivo articolato in più censure ha dedotto la violazione dell’art. 209 della legge regionale Toscana n. 65/2014 e dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, nonché eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti, travisamento, contraddittorietà e difetto di istruttoria. Nel corso del procedimento la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

La dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione esclude l’utilità di una pronuncia sul merito e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, con cessazione della materia del contendere.

Istanza cautelare

L’istanza cautelare è assorbita dall’improcedibilità del ricorso e non deve essere esaminata autonomamente.

Norme richiamate

  • art. 11 d.P.R. n. 1199/1971

    deposito diretto al Consiglio di Stato

    La disposizione è richiamata quale base del deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato.

  • art. 209 legge regionale Toscana n. 65/2014

    La disposizione è indicata dalla ricorrente come parametro di legittimità del permesso di costruire in sanatoria, ma non viene esaminata nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    La disposizione è indicata dalla ricorrente come parametro di legittimità del titolo edilizio in sanatoria, ma non viene esaminata nel merito.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario, la dichiarazione inequivoca del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando non residui alcuna utilità concreta nella pronuncia.
  • La sopravvenuta carenza di interesse rende inutile il completamento dell’istruttoria e consente di non attendere la relazione dell’amministrazione quando la decisione sul merito non può più arrecare utilità al ricorrente.
  • L’improcedibilità del ricorso assorbe l’esame dell’istanza cautelare proposta congiuntamente.

Impugnazione di un permesso di costruire in sanatoria

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una privata contro il Comune di Firenze, nei confronti di due controinteressati privati, per l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria n. 1890/2022 del 26 agosto 2022.

Motivi del ricorso

La ricorrente ha dedotto, con un unico motivo articolato in più censure:

  • violazione dell’art. 209 della legge regionale Toscana n. 65/2014;
  • violazione dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001;
  • eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti;
  • travisamento e contraddittorietà;
  • difetto di istruttoria.

Il ricorso era corredato da un’istanza di sospensione cautelare dell’atto impugnato. È stato notificato il 10 febbraio 2023 e depositato direttamente presso il Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971.

Sviluppo procedimentale

Il Comune di Firenze ha trasmesso un rapporto informativo il 17 marzo 2023, seguito da successive integrazioni. La Sezione, con nota del 18 dicembre 2025, ha chiesto al Ministero l’invio della relazione prevista dalla legge; tale relazione non risultava ancora pervenuta.

Successivamente, con comunicazione del 19 novembre 2025, il difensore della ricorrente ha dichiarato che la propria assistita non aveva più interesse alla decisione del ricorso.

Valutazioni della Sezione

La Sezione ha ritenuto che la rinuncia all’interesse alla decisione facesse venir meno ogni utilità concreta della pronuncia. Ne deriva la sopravvenuta carenza di interesse, con conseguente improcedibilità del ricorso e cessazione della materia del contendere.

Poiché il ricorso non doveva più essere deciso nel merito, la Sezione ha ritenuto inutile attendere la relazione istruttoria ministeriale ancora mancante. L’istanza cautelare è stata considerata assorbita dall’improcedibilità.

Esito

Il Consiglio di Stato ha espresso parere nel senso che il ricorso fosse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con assorbimento dell’istanza cautelare.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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