Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5331/2024 del 06/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere per presunta scadenza dei termini massimi di custodia ex artt. 303, comma 4, e 306, comma 6, c.p.p.; il ricorrente sostiene che ha trascorso in custodia 8 anni e 8 mesi, periodo superiore alla pena inflitta per il delitto più grave (6 anni e 8 mesi), e chiede la cessazione della misura

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Dopo la proposizione del ricorso è intervenuta sentenza di merito divenuta definitiva (Cass. sent. n. 1181 del 22/11/2023, motivazione depositata 10/01/2024) che ha rideterminato la pena in anni 17 e mesi 2 di reclusione; la definitività della condanna e la maggiore entità della pena rispetto al periodo già scontato aprono la fase esecutiva e rendono impossibile la rimessione in libertà, e quindi inutile il gravame cautelare. Trattandosi di inammissibilità sopravvenuta non imputabile al ricorrente, non sono state disposte spese né sanzione pecuniaria

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    Norma richiamata in relazione alla disciplina dei termini massimi di durata della custodia cautelare in carcere

  • Codice di procedura penale

    Norma richiamata in relazione al calcolo e ai limiti temporali della custodia cautelare in carcere

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 33913 del 23/06/2015 (Fondino)

    Principio secondo cui l'impugnazione cautelare è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse quando interviene sentenza definitiva di condanna con pena superiore a quanto già scontato, perché apre la fase esecutiva e esclude la rimessione in libertà

  • Sentenza della Corte di Cassazione (medesima causa)

    Cass. n. 1181 del 22/11/2023

    Intervento che ha rideterminato la pena a 17 anni e 2 mesi e ha reso definitiva la condanna, causando la sopravvenuta carenza di interesse al gravame cautelare

Massime di principio

  • Se, durante il giudizio di cognizione, si impugna la custodia cautelare per presunta scadenza dei termini, tale impugnazione può diventare inammissibile se successivamente interviene una sentenza definitiva che infligge una pena superiore al tempo già scontato; la definitività apre la fase esecutiva e normalmente esclude la rimessione in libertà
  • La verifica dell'interesse a proporre impugnazioni cautelari è sensibile ai tempi processuali: è essenziale monitorare l'andamento del giudizio di merito perché decisioni successive possono rendere inutili i rimedi cautelari
  • Se la sopravvenuta causa di inammissibilità non è imputabile al ricorrente (es. sentenza definitiva intervenuta dopo il ricorso), il giudice non dispone la condanna alle spese né l'irrogazione di sanzioni pecuniarie
  • Quando la sentenza definitiva stabilisce una pena inferiore al periodo già scontato, il detenuto potrà agire nella fase esecutiva per ottenere la rimessione in libertà o il riconoscimento dell'eccesso di custodia; la via cautelare in pendenza del giudizio di cognizione può invece risultare impropria se il merito non è ancora definito
  • Prassi operativa consigliata: documentare sempre la durata effettiva della custodia e, in presenza di contestazione sui termini, proporre istanze sia in sede cautelare sia, se il giudizio di merito si conclude, nella fase esecutiva per non rischiare la perdita di efficacia del rimedio a causa di sopravvenienze processuali

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.