Sentenza del 16/07/2019 n. 1015 - Comm. Trib. Prov. Torino
Imposte e tasse in genere - Imposta sulle rivalutazioni - Scomputo precedenti rivalutazioni - Cessione partecipazione oggetto di fusione -Ammissibilità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la possibilità di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per una nuova rivalutazione di una partecipazione l’imposta sostitutiva già pagata in occasione di una precedente rideterminazione del valore di acquisto della stessa partecipazione. Il problema interpretativo concerneva, in particolare, il caso in cui la società partecipata fosse stata coinvolta in una fusione, con conseguente modifica dell’assetto societario.
La decisione
È stata riconosciuta l’ammissibilità dello scomputo. La disciplina consente di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione quanto già versato per la precedente rivalutazione della medesima partecipazione, anche quando la società partecipata sia stata interessata da una fusione. La fusione non interrompe la continuità giuridica della società, poiché costituisce una vicenda evolutivo-modificativa dello stesso soggetto, che conserva la propria identità pur assumendo un diverso assetto organizzativo.
Norme richiamate
Consente di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per una nuova rivalutazione di una partecipazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata in sede di precedente rideterminazione dei valori di acquisto della medesima partecipazione.
La norma è stata interpretata nel senso che il contribuente può scomputare l’imposta sostitutiva precedentemente pagata anche quando, nel frattempo, la società partecipata sia stata oggetto di fusione, purché sussista continuità sostanziale e giuridica della partecipazione.
Cassazione civile, 27 aprile 2016, n. 8430
La fusione, in particolare quella per incorporazione, non determina necessariamente l’estinzione della società incorporata né la creazione di un nuovo soggetto, ma rappresenta una modificazione evolutiva dell’organizzazione societaria.
Cassazione civile, 23 giugno 2006, n. 14526
La fusione realizza l’unificazione delle società partecipanti mediante integrazione reciproca, senza comportare, di per sé, una discontinuità del soggetto giuridico rilevante ai fini dei rapporti patrimoniali e fiscali.
Massime di principio
- Quando una norma fiscale consente di scomputare un’imposta già versata in occasione di una precedente rivalutazione, il beneficio può essere mantenuto anche dopo una fusione, se è dimostrabile la continuità della partecipazione e del relativo rapporto fiscale.
- La fusione societaria non implica automaticamente l’estinzione del soggetto giuridico o la nascita di un soggetto completamente nuovo: normalmente costituisce una riorganizzazione evolutiva, rilevante ai fini della continuità dei diritti e degli obblighi fiscali.
- Per valutare la possibilità di utilizzare imposte sostitutive già pagate occorre verificare la corrispondenza sostanziale tra la partecipazione precedentemente rivalutata e quella oggetto della nuova rivalutazione, considerando anche gli effetti giuridici della fusione.
- In presenza di operazioni straordinarie, la continuità fiscale deve essere valutata sulla base della sostanza giuridica dell’operazione e non soltanto del cambiamento formale della denominazione, della struttura o dell’assetto societario.
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