Cassazione Penale, Sentenza n. 35792/2024 del 24/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare per il reato di cui all'art. 416-bis c.p., sostenendo: nullità dell'ordinanza genetica e difetto di autonoma valutazione da parte del Tribunale del riesame; vizio di motivazione sulla gravità indiziaria per eccessiva valorizzazione di una precedente condanna del 2008 e per l'acritica valutazione delle dichiarazioni dei collaboranti (Andrea e Francesco Lombardo) ritenute generiche o de relato; insufficiente valore probatorio delle intercettazioni (conversazioni del 22/05/2021 e del 27/05/2021) che in parte non avrebbero il ricorrente come interlocutore; infine, vizio nella valutazione delle esigenze cautelari, anche alla luce del lungo periodo di detenzione già scontato e della presunta assenza di elementi attuali che dimostrino la persistenza dei legami mafiosi.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la censura sulla mancata autonoma valutazione perché non dedotta in sede di riesame e perché l'ordinanza del Tribunale sviluppa un autonomo processo valutativo. Sulla gravità indiziaria ha confermato che la precedente condanna non è stata considerata isolatamente, ma inserita in un quadro probatorio unitario comprendente le dichiarazioni dei collaboranti, il riscontro fornito dal coindagato Massimiliano Vallone e intercettazioni che dimostrano il diretto coinvolgimento dell'indagato in attività estorsive e la richiesta di gestire l'associazione tramite terzi per assumere un ruolo piu defilato. La Corte ha quindi ritenuto sussistente la gravità indiziaria attuale e legittime le esigenze cautelari applicate, avvalendosi della presunzione di idoneità della custodia in carcere nei casi di reati associativi mafiosi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Il reato contestato è l'associazione mafiosa; la sentenza afferma che la gravità indiziaria per tale reato può esser desunta dalla combinazione di una precedente condanna e di elementi indiziari attuali che dimostrino la continuità dell'adesione.
giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata in motivazione)
Sez.1, n. 8518 del 10/09/2020; Sez.2, n. 43094 del 26/06/2013; Sez.6, n. 3508 del 24/10/2019
Principi ricordati: il riesame può richiamare la motivazione dell'ordinanza genetica purché sviluppi un autonomo processo valutativo; la persistenza dell'adesione a un sodalizio, per soggetti già condannati, può essere desunta da elementi di fatto recenti o concorrenti; è legittimo ritenere la custodia cautelare necessaria quando sussiste gravità indiziaria in materia mafiosa.
Massime di principio
- Una precedente condanna per 416-bis può contribuire a fondare la gravità indiziaria attuale se supportata da riscontri successivi e contestuali; non è decisiva né unica ma va valutata nel quadro complessivo degli indizi.
- Le dichiarazioni dei collaboratori sono utilizzabili se risultano concordanti e corredate da riscontri esterni; la genericità o il racconto de relato non escludono automaticamente la loro efficacia se esistono altri elementi che le corroborano.
- Il giudice del riesame può richiamare argomenti dell'ordinanza di primo grado, purché dimostri di avere compiuto una valutazione autonoma e motivata; doglianze su mancanza di autonoma valutazione vanno sollevate tempestivamente e specificamente.
- Intercettazioni nelle quali l'indagato risulta protagonista o che mostrino conduzioni tipiche di attività estorsive assumono rilievo probatorio nel complesso quadro indiziario, anche se non sempre costituiscono prova di reati-fine.
- Nei procedimenti per reati associativi mafiosi la custodia cautelare in carcere è frequentemente ritenuta idonea quando sussiste gravità indiziaria e non ci sono alternative idonee; la presunzione di necessità può essere applicata con riferimento alla specificità del fenomeno mafioso.
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