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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37413/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, disponendo il rinvio al Tribunale di Belluno per la sola determinazione della pena pecuniaria. La dichiarazione di responsabilità e la pena detentiva già inflitta non sono state annullate; la vicenda è tornata al Tribunale esclusivamente per quantificare e applicare la multa obbligatoria prevista dalla norma

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Belluno che aveva dichiarato Omar Adarbaz responsabile del reato di furto aggravato dalla destrezza (artt. 624, 625 co. 1 n. 4 c.p.) e lo aveva condannato a 12 mesi di reclusione; il motivo del ricorso è l'erronea applicazione della legge penale nella determinazione del trattamento sanzionatorio, in quanto il Tribunale ha inflitto esclusivamente la pena detentiva omettendo di applicare la pena pecuniaria obbligatoria prevista dalla cornice edittale del reato

Norme richiamate

  • art. 624 c.p. (furto)

    Usata come riferimento al reato di furto; la decisione richiama la necessità di rispettare la cornice edittale collegata a questo articolo in combinazione con l'art. 625

  • art. 625, primo comma, n. 4 c.p. (circostanza aggravante: destrezza)

    La Corte ha interpretato che la cornice sanzionatoria relativa al delitto di furto aggravato dalla destrezza comprende obbligatoriamente, oltre alla reclusione, la pena pecuniaria; l'omissione della multa costituisce vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma processuale richiamata per la trasmissione delle conclusioni scritte del sostituto procuratore generale; citata per indicare il rispetto delle prescrizioni procedurali nel corso del giudizio di cassazione

Massime di principio

  • Quando la norma penale prevede la pena pecuniaria come connessa alla pena detentiva (non come mera alternativa), il giudice deve sempre irrogare anche la multa; l'omissione è vizio che può determinare l'annullamento della sentenza sulla sola determinazione del trattamento sanzionatorio
  • La Cassazione può limitare l'annullamento alla sola parte relativa alla pena (rinviando per la sola quantificazione della multa) senza rimettere in discussione la dichiarazione di responsabilità o la pena detentiva già inflitta, se il resto del giudicato risulta corretto
  • In casi analoghi il difensore e il giudice di merito devono verificare la cornice edittale completa (pena detentiva e pecuniaria) e motivare compiutamente ogni scelta nel computo delle pene; la mancata motivazione o l'omissione di una pena prevista dalla legge è censurabile in cassazione
  • Nel rinvio per la determinazione della multa il giudice di merito deve rispettare i parametri legali per la quantificazione della pena pecuniaria e può tener conto degli elementi valutati in primo grado (circostanze, precedenti, reddito), senza rimettere in discussione gli altri profili già definiti dalla sentenza annullata solo sul punto

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