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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11139/2023 del 15/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che lo aveva condannato per istigazione alla corruzione (art. 322, comma 2 c.p.), sostenendo che la sua condotta era priva dei caratteri di "serietà" richiesti per integrare il reato: egli avrebbe consegnato spontaneamente la patente, non si sarebbe opposto all'identificazione, non possedeva la carta di circolazione né l'assicurazione perché l'auto non era di sua proprietà; l'offerta di giubbotti sarebbe stata volta solo a "intenerire" i militari (richiamando la sua situazione familiare ed economica) e non era credibile né nella disponibilità immediata né di valore tale da indurre i pubblici ufficiali a omettere un atto d'ufficio (evitare il sequestro amministrativo). Pertanto chiedeva la riforma della condanna per mancanza degli elementi costitutivi della responsabilità penale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e perché fondato su motivi non consentiti in questa sede (rivalutazione dei fatti e delle prove). Ha ritenuto congrua e logica la motivazione della Corte d'appello, che aveva valutato come "seria" e idonea a turbare i pubblici ufficiali l'offerta di capi di abbigliamento in cambio dell'omissione di un atto d'ufficio, considerando il contenuto dell'offerta, le finalità perseguite (evitare il sequestro amministrativo dell'autovettura utilizzata per lavoro), le condizioni dell'offerente e le circostanze di tempo e luogo. La Cassazione ha quindi confermato la decisione di merito nella sua sostanza, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 322

    art. 322, secondo comma, cod. pen.

    L'art. 322 c.p. viene interpretato nel senso che integra il reato di istigazione alla corruzione anche l'offerta di utilità a un pubblico ufficiale volta a indurlo a compiere o omettere un atto del proprio ufficio, quando l'offerta sia seria e idonea a determinare un "turbamento psicologico" nel pubblico ufficiale; la valutazione della serietà richiede considerazione del contenuto dell'offerta, delle finalità perseguite, delle condizioni dell'offerente e del pubblico ufficiale, nonché delle circostanze di tempo e luogo.

  • Giurisprudenza di legittimità (precedente richiamato)

    Sez. 6, n. 3176 del 11/01/2012, Stabile, Rv. 251577

    Il precedente indica i criteri per valutare la "serietà" dell'offerta (correlazione tra contenuto dell'offerta e tipo di controprestazione richiesta; considerazione delle condizioni soggettive e delle circostanze ambientali), e la sentenza impugnata è conforme a tali principi.

Massime di principio

  • La "serietà" di un'offerta a un pubblico ufficiale non si valuta solo sul valore economico immediato del bene offerto: occorre considerare il contesto, lo scopo dell'offerta, le condizioni dell'offerente e la concreta alternativa prospettata al pubblico ufficiale (adempimento del dovere vs. vantaggio).
  • La disponibilità immediata del bene offerto non è sempre determinante: ciò che conta è l'idoneità complessiva dell'offerta a creare la tentazione o il turbamento psicologico nel pubblico ufficiale.
  • La collaborazione formale dell'imputato (es. consegna della patente, mancata resistenza) non esclude automaticamente il dolo o l'intento corruttivo se emergono elementi che rendono l'offerta comunque seria e finalizzata a influire sull'operato del pubblico ufficiale.
  • In sede di legittimità la rivalutazione dei fatti e delle prove è limitata: i motivi che si risolvono in una semplice diversa lettura delle risultanze di merito sono inammissibili.
  • Nei casi in cui l'offerta sia finalizzata a evitare una sanzione amministrativa (es. sequestro del veicolo), il giudice valuta anche le esigenze di vita e l'utilizzo del bene per l'attività lavorativa dell'offerente come fattori pertinenti alla valutazione della gravità e della serietà dell'offerta.

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