Cassazione Penale, Sentenza n. 7330/2023 del 21/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva omessa/mancata motivazione in ordine alla qualificazione giuridica del fatto come riciclaggio, sostenendo che il Tribunale si era limitato a richiamare le argomentazioni del Giudice per le indagini preliminari e avesse comunque qualificato il fatto come riciclaggio nonostante, a suo dire, mancassero attività dissimulatorie poste in essere dall'indagato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittimo il richiamo all'ordinanza genetica (motivazione "per relationem") da parte del Tribunale del riesame, richiamando consolidata giurisprudenza secondo cui i due provvedimenti si integrano reciprocamente purché le carenze dell'uno risultino compensate dall'altro. Inoltre la Corte ha valutato che il Tribunale aveva comunque esposto elementi specifici: il denaro sottratto dal conto di Lorenzo Palusci era confluito su una carta prepagata intestata a terzi, utilizzata dall'indagato per acquistare due orologi di lusso; l'attività investigativa e tecnica aveva documentato plurime operazioni finalizzate a occultare la provenienza illecita delle somme. La Corte ha ribadito che per il reato di riciclaggio è sufficiente che le operazioni ostacolino l'identificazione della provenienza del bene, senza necessità che la tracciabilità sia effettivamente impedita. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma richiamata per la conseguenza processuale della dichiarazione di inammissibilità: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e applicazione della sanzione pecuniaria.
Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata per escludere ragioni di esonero dalla sanzione pecuniaria; cioè non sussiste motivo per esonerare il ricorrente dal pagamento della sanzione.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 8676 del 15/01/2018; Sez. 6, n. 48649 del 6/11/2014)
Principio secondo cui è legittimo che il Tribunale del riesame richiami per relationem l'ordinanza genetica: i due provvedimenti si integrano reciprocamente purché la motivazione complessiva sia sufficiente.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 2, n. 26208 del 09/03/2015)
Interpretazione del reato di riciclaggio: è sufficiente che le operazioni abbiano l'effetto di ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del denaro, non è necessario che la tracciabilità sia effettivamente impedita.
Massime di principio
- Il richiamo per relationem a una ordinanza precedente è ammesso: il Tribunale del riesame può integrare la motivazione rinviando a quella del Giudice per le indagini preliminari purché nel complesso la motivazione sia idonea a giustificare il provvedimento.
- Per la configurabilità del reato di riciclaggio non è necessario che la provenienza illecita del denaro diventi del tutto non rintracciabile: è sufficiente che siano poste in essere operazioni dirette ad ostacolarne l'identificazione.
- Per contestare la qualificazione giuridica del fatto (es. riciclaggio) in sede di impugnazione è necessario dimostrare concretamente l'insussistenza degli elementi fattuali richiamati dal giudice; un generico rilievo sulla mancata esposizione motivazionale può risultare inammissibile se le argomentazioni integrative sono rinvenibili nel provvedimento richiamato.
- La dichiarazione di inammissibilità comporta conseguenze economiche per il ricorrente (spese processuali e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.), salvo specifiche ragioni di esonero che devono essere dimostrate.
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