Cassazione Penale, Sentenza n. 22234/2024 del 03/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Napoli (26/06/2023) lamentando che la Corte non avesse deciso sulla confisca dei beni posti in sequestro nell'ambito di un accordo ex art. 599-bis c.p.p., avendo poi disposto con separato provvedimento (28/06/2023) misure sulla confisca senza contraddittorio e richiedendo alla difesa di dimostrare la pertinenza dei beni rispetto a procedure con numeri diversi; i ricorrenti ritenevano tale procedura anomala e non consentita, e impugnavano per tale motivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Ha rilevato che, successivamente alla proposizione del ricorso, la Corte d'appello aveva emesso provvedimento del 20/11/2023 con il quale è stato disposto il dissequestro delle somme indicate nei verbali del 27/11/2018 e del 02/11/2016, con restituzione agli aventi diritto e con revoca della confisca; tale sopravvenuta rimozione dell'oggetto del gravame ha reso l'impugnazione priva di un risultato pratico favorevole perseguibile, determinando il difetto di interesse e l'inammissibilità del ricorso.
Norme richiamate
Riferimento alla disciplina dell'accordo in sede di giudizio e dell'effetto dell'accordo sulla decisione della Corte: i ricorrenti contestavano che la confisca non fosse stata trattata compiutamente nel contesto dell'accordo, ma la Corte di Cassazione non è entrata nel merito per il difetto di interesse sopravvenuto.
art. 1, 73 disp. att. cod. proc. pen.
Citato in relazione al limite nella esposizione dei motivi di ricorso in Cassazione (richiesta di sintesi nella motivazione), non inciso sulla decisione di inammissibilità per sopravvenuto difetto d'interesse.
Principio dell'interesse ad impugnare (giurisprudenziale)
La Corte ha applicato il principio secondo cui l'interesse ad impugnare sussiste solo se l'impugnazione può conseguire un risultato concretamente favorevole; se, prima della decisione sulla ammissibilità, l'oggetto della impugnazione viene rimosso (es. dissequestro e restituzione), l'impugnazione perde rilevanza e va dichiarata inammissibile.
Massime di principio
- Un ricorso diventa inammissibile se, prima della decisione sulla sua ammissibilità, il provvedimento impugnato è stato sostanzialmente rimosso o annullato (es. dissequestro/restaurazione dei beni), perché viene meno l'interesse concreto ad impugnare.
- Nel procedimento di c.d. patteggiamento o accordo ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., la questione della confisca dovrebbe essere trattata esplicitamente nella sentenza principale o con adeguata forma di contraddittorio; decisioni separate, emesse de plano senza contraddittorio, possono essere contestate ma rischiano di diventare oggetto privo di interesse se sopravvengono provvedimenti ristorativi.
- Per preservare l'interesse ad impugnare è utile valutare misure cautelari o impugnative incidentali tempestive quando è dubbio che la materia possa essere risolta successivamente (es. istanza di sospensione del provvedimento impugnato, tempestiva impugnazione del provvedimento separato).
- La Corte di legittimità valuta non solo la legittimità formale del atto impugnato ma anche la rilevanza pratica dell'impugnazione: l'affermazione astratta di un principio di diritto non basta a mantenere l'interesse se non vi è un beneficio pratico recuperabile.
- In presenza di provvedimenti complessi e plurimi (sentenza principale + provvedimenti separati su sequestro/confisca) è importante impugnare tempestivamente tutti i provvedimenti rilevanti e, se possibile, chiedere che ogni questione venga risolta nel medesimo giudizio per evitare decisioni non coordinate e rischio di sopravvenuto difetto di interesse.
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