Cassazione Penale, Sentenza n. 30307/2026 del 10/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
La vicenda riguarda un procedimento esecutivo promosso nell'interesse di un condannato per ottenere il riconoscimento della continuazione tra più titoli di condanna risultanti dal casellario. Il Presidente di sezione del Tribunale di Roma ha trasmesso gli atti alla Corte di appello di Roma ritenendo che la competenza spettasse a quest'ultima in base a un titolo iscritto al n. 5 del casellario giudiziale. La Corte di appello ha invece sollevato conflitto, osservando che l'ultima sentenza divenuta irrevocabile era quella del Tribunale di Roma del 2 ottobre 2023, irrevocabile il 17 febbraio 2024, e non quella della Corte di appello di Roma del 27 aprile 2021, irrevocabile l'11 ottobre 2021. Il ricorso/conflitto è stato così incentrato sull'individuazione del giudice dell'esecuzione competente e, in particolare, sulla validità del conflitto negativo dedotto in assenza di formali provvedimenti declinatori di competenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza. Ha rilevato che, per configurare un conflitto negativo, occorrono formali provvedimenti con cui due organi giudiziari rifiutino entrambi di conoscere del medesimo procedimento, dichiarandosi incompetenti e indicando l'altro giudice, così da determinare una stasi processuale. Nel caso concreto, invece, vi era soltanto una semplice trasmissione degli atti con dicitura per competenza, priva di un vero provvedimento declinatorio; inoltre, il provvedimento proveniva dal Presidente e non dall'organo collegiale competente. Per tale ragione la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per quanto di competenza.
Norme richiamate
Richiamato implicitamente quale disciplina della competenza del giudice dell'esecuzione nel procedimento volto al riconoscimento della continuazione; la Corte afferma che la questione va devoluta al giudice competente, qui individuato nel Tribunale di Roma.
Il testo fa riferimento al procedimento di esecuzione e alla trasmissione degli atti per competenza, nel quadro delle attribuzioni del giudice dell'esecuzione.
Massime di principio
- Il conflitto negativo di competenza presuppone due formali provvedimenti declinatori provenienti dai giudici confliggenti, entrambi recanti il rifiuto di provvedere nel merito e la reciproca indicazione dell'altro giudice; in mancanza di ciò il conflitto non è configurabile.
- La mera trasmissione degli atti con formula 'per competenza' non basta a instaurare un conflitto negativo, perché non equivale a una dichiarazione formale di incompetenza.
- Quando il provvedimento proviene dal Presidente e non dall'organo collegiale competente, non può assumere rilievo quale formale decisione declinatoria, salvo i casi in cui l'inammissibilità della richiesta appaia ictu oculi.
- Nel giudizio esecutivo, l'individuazione del giudice competente deve essere affrontata nel rispetto delle attribuzioni dell'organo procedente; questioni non univoche o controverse non possono essere risolte in via presidenziale senza il necessario contraddittorio.
- In assenza di un conflitto effettivo, la Corte di cassazione non decide la competenza nel merito ma si limita a dichiarare l'insussistenza del conflitto e a disporre la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente.
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