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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36149/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti, indagate per i reati riconducibili al furto (artt. 56, 110, 624, 625 nn. 4 e 7 cod. pen.), hanno impugnato l'ordinanza di convalida dell'arresto sostenendo il difetto di querela: la querela era stata proposta dalla direttrice responsabile dell'esercizio commerciale "Spazio Conad" di Viterbo senza indicazione della fonte del potere di proporre querela, perciò - secondo le ricorrenti - priva di ritualità.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto legittima la querela proposta dalla responsabile del supermercato perché il direttore dell'esercizio, avendo la detenzione qualificata delle cose in custodia, è persona offesa del reato di furto anche in assenza di specifici poteri di rappresentanza del proprietario. La decisione richiama la giurisprudenza delle Sezioni Unite che interpreta il bene giuridico tutelato dal reato di furto includendo la detenzione qualificata. Conseguentemente le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 ciascuna in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 56, 110, 624, 625 nn. 4 e 7

    Gli articoli indicati riguardano l'azione tentata/concorso e il reato di furto con le aggravanti; il procedimento è stato promosso in relazione a questi capi di imputazione.

  • Sez. 4, n. 8094 del 29/01/2014 (Pisani e altro)

    Affermata la legittimazione del direttore dell'esercizio commerciale a proporre querela per furto avvenuto nell'esercizio, anche senza poteri di rappresentanza del proprietario, per la sua posizione di detenzione qualificata delle cose.

  • Sezioni Unite, sent. n. 40354 del 18/07/2013 (Sciuscio)

    Principio secondo il quale il bene giuridico protetto dal furto è il possesso inteso in senso ampio (inclusa la detenzione a qualsiasi titolo); la persona offesa è il detentore qualificato, non necessariamente il proprietario non detentore.

Massime di principio

  • Il direttore o responsabile di un esercizio commerciale che abbia la custodia delle merci (detenzione qualificata) è legittimato a proporre querela per furto anche se non è formalmente titolare di poteri di rappresentanza del proprietario.
  • Nelle impugnazioni basate sul presunto difetto di querela occorre valutare la relazione di fatto di detenzione/custodia della cosa: la mera assenza di espressi poteri di rappresentanza non invalida la querela se sussiste detenzione qualificata.
  • Il bene tutelato dal reato di furto è il possesso/detenzione qualificata; perciò la persona offesa può essere il detentore cui è affidata la custodia delle cose sottratte.
  • Quando si propone ricorso sulla base della ritualità della querela, è necessario richiamare giurisprudenza consolidata a sostegno della tesi; in assenza di robusti argomenti giurisprudenziali il ricorso rischia l'inammissibilità e la condanna alle spese e alle ammende.

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