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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23462/2025 del 18/08/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

I proprietari di un compendio immobiliare vicino a un torrente e a un lago hanno agito per ottenere l'accertamento della proprietà di alcuni mappali, sostenendo che i terreni erano stati acquisiti a titolo originario dai loro danti causa per effetto dell'abbandono dell'alveo del torrente oppure, in subordine, per usucapione con successione nel possesso. Hanno anche chiesto il risarcimento dei danni per turbative e molestie. Il giudice di merito ha dichiarato la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche; con il ricorso per cassazione i proprietari hanno censurato tale statuizione, deducendo la violazione della norma sulla competenza del tribunale delle acque, perché la lite non riguardava né la delimitazione dell'alveo o delle sponde né la regolazione del flusso delle acque, essendo il mutamento del letto del torrente risalente a molti anni prima e non richiedendo alcun accertamento tecnico sul regime idrico. Con un secondo motivo hanno contestato la statuizione sulle spese, chiedendo compensazione e contestando l'eccessività della liquidazione.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo che la controversia non investisse la regolazione del flusso e del corso delle acque né questioni tecniche sui limiti dell'alveo o delle sponde, poiché il mutamento del letto era pacifico e risalente; di conseguenza la competenza appartiene al tribunale ordinario e non al Tribunale regionale delle acque pubbliche. Il secondo motivo è stato assorbito, perché la regolazione delle spese dovrà essere effettuata dal giudice competente all'esito del giudizio. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa è stata devoluta al tribunale ordinario davanti al quale proseguire il processo.

Norme richiamate

  • art. 140, comma 1, lett. b), r.d. n. 1775/1933

    La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche presuppone che la controversia coinvolga lo scorrimento delle acque, la regolazione del loro flusso o l'accertamento tecnico dei limiti di corsi, bacini, alvei, sponde o rive.

  • art. 942 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti come disciplina originaria della perdita del carattere demaniale dell'alveo abbandonato dalle acque, ma non risulta essere il fondamento decisivo della decisione sulla competenza.

  • art. 1158 c.c.

    Richiamato come titolo di acquisto per usucapione dedotto in giudizio dai ricorrenti.

  • art. 1146, comma 1, c.c.

    Richiamato come norma sulla successione nel possesso invocata dai ricorrenti.

Massime di principio

  • La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche è configurabile solo quando la controversia richieda di decidere su poteri di governo delle acque nell'interesse generale, sulla regolazione del loro flusso o sull'accertamento tecnico dei limiti di corsi d'acqua, alvei, sponde o rive.
  • Se l'area contesa è già da tempo priva di scorrimento o il mutamento del letto del corso d'acqua è pacifico e risalente, la lite sulla titolarità del bene appartiene al tribunale ordinario, perché non richiede indagini tecniche tipiche della giurisdizione specializzata.
  • L'attribuzione della competenza al giudice delle acque non può fondarsi sulla sola circostanza che il bene sia stato in passato parte di un alveo: occorre un effettivo tema di delimitazione o disciplina delle acque, non una mera controversia proprietaria.
  • Quando viene accolto il motivo sulla competenza, il capo sulle spese del giudice incompetente resta assorbito e la loro regolazione è rimessa al giudice dichiarato competente.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaPossessoProprietà
RamiProcesso civileDiritti reali
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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