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Cassazione Penale, Ordinanza n. 39032/2025 del 03/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La decisione riguarda un ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. proposto da un soggetto già interessato da una richiesta di applicazione della disciplina del concorso formale/reale o della continuazione in executivis ex art. 671 c.p.p., respinta dalla Corte d'appello di Napoli quale giudice dell'esecuzione e poi oggetto di un ricorso per cassazione dichiarato inammissibile. Il ricorrente sostiene che l'ordinanza della Corte di cassazione avrebbe commesso un errore percettivo nella lettura degli atti, in particolare sulla datazione del pentimento di un collaboratore di giustizia. Secondo il testo, però, il provvedimento impugnato non menzionava affatto quella datazione, ma valorizzava il ragionamento della Corte d'appello circa l'imprevedibilità del pentimento al momento dell'inserimento dell'imputato nel clan e la non omogeneità dei reati, a prescindere dalla collocazione temporale della scelta collaborativa. Il ricorso viene quindi ritenuto proposto fuori dai casi consentiti dall'art. 625-bis c.p.p., perché mira in realtà a contestare valutazioni giuridiche e di merito, non un errore percettivo decisivo della Corte di cassazione.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. perché non sussiste l'errore di fatto dedotto: la doglianza investe, in sostanza, la valutazione della rilevanza del pentimento del collaboratore di giustizia e la motivazione sull'inserimento del ricorrente nel clan, temi che il provvedimento impugnato non aveva affatto travisato. Conseguentemente, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario è ammissibile solo per errore materiale o di fatto percettivo della Corte di cassazione, ossia per una svista o un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio, decisivo sul contenuto della decisione; non è utilizzabile per contestare valutazioni probatorie, errori di giudizio o applicazione di legge.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma richiamata solo per descrivere la richiesta proposta nell'interesse dell'imputato in sede esecutiva e respinta dalla Corte d'appello quale giudice dell'esecuzione.

  • art. 625-bis c.p.p.

    al di fuori dei casi consentiti

    Il ricorso è inammissibile quando la censura esorbita dal perimetro dell'errore di fatto e mira a ottenere una nuova valutazione del merito o della motivazione.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. presuppone un errore percettivo della Corte di cassazione, consistente in una svista nella lettura degli atti o dei motivi, che abbia inciso in modo decisivo sulla decisione.
  • Non sono deducibili con tale rimedio gli errori di valutazione delle prove, gli errori di giudizio o le contestazioni sulla corretta applicazione della legge: tali vizi devono essere fatti valere con gli ordinari mezzi di impugnazione o, nei casi previsti, con la revisione.
  • L'errore di fatto rilevante ai fini dell'art. 625-bis c.p.p. deve aver condotto la Corte a una decisione diversa da quella che sarebbe stata adottata senza la svista; se il provvedimento impugnato non contiene il dato che si assume travisato, la doglianza è inammissibile.
  • Quando il ricorso straordinario si limita a criticare il ragionamento seguito dalla Corte sul merito della precedente decisione, esso esula dal perimetro dell'art. 625-bis c.p.p. e va dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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