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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41547/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza in relazione al reclamo proposto da Carmelo Balzano avverso l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di L'Aquila che aveva dichiarato inammissibile la domanda di liberazione anticipata, ritenendo tale inammissibilità motivata dal fatto che la richiesta era già stata formulata in precedenza a diverso ufficio di Sorveglianza (Santa Maria Capua Vetere) e che l'interessato aveva successivamente operato rinuncia. Il Tribunale aveva, da parte sua, dichiarato inammissibile il reclamo ma osservato che il Magistrato avrebbe dovuto valutare l'attualità dell'interesse e, se positivo, procedere all'istruttoria; il Magistrato, ricevuti gli atti, ha sollevato conflitto negativo sostenendo che spettava al Tribunale decidere nel merito in applicazione del principio devolutivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Sorveglianza di L'Aquila a decidere sul reclamo proposto da Carmelo Balzano, statuendo che il Tribunale non può declinare la propria cognizione restituendo gli atti al Magistrato per acquisire informazioni ritenute necessarie. Il Tribunale è tenuto a decidere nel merito e, se necessario, assumere le informazioni richieste ai sensi dell'art. 668, comma 5, c.p.p., come richiamato dall'art. 678 c.p.p., anche con poteri di rinnovazione istruttoria analoghi a quelli disciplinati dall'art. 603 c.p.p. La soluzione del Tribunale che aveva invece disposto la restituzione degli atti è stata censurata come contraria al principio devolutivo e priva di adeguata base normativa.

Norme richiamate

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento per la risoluzione del conflitto di competenza da parte della Corte; autorizza la Corte a decidere in caso di stasi determinata dal conflitto tra giudici.

  • art. 668, comma 5, cod. proc. pen.

    Consente al giudice investito di acquisire le informazioni necessarie per decidere; la Corte dispone che il Tribunale di sorveglianza può utilizzarla per integrare l'istruttoria sul reclamo.

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Richiamata come disciplina del reclamo nell'ordinamento penitenziario; collega l'uso delle informazioni di cui all'art. 668 al procedimento di reclamo davanti al Tribunale di sorveglianza.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Citato in via analogica per giustificare i poteri di rinnovazione dell'istruzione a disposizione del Tribunale, simili a quelli dell'appello in materia dibattimentale.

Massime di principio

  • Il reclamo in materia penitenziaria ha natura impugnatoria: il Tribunale di sorveglianza investito è tenuto a decidere nel merito e non può limitarsi a restituire gli atti al magistrato per un nuovo esame.
  • La presentazione precedente della stessa istanza dinanzi a diverso ufficio o la rinuncia in altro procedimento non produce automaticamente preclusione sul merito; il magistrato originario deve comunque valutare l'attualità dell'interesse e, in caso positivo, procedere all'istruttoria.
  • Il Tribunale può acquisire direttamente le informazioni necessarie ai sensi dell'art. 668, comma 5, c.p.p., richiamato dall'art. 678, e, se necessario, esercitare poteri di rinnovazione istruttoria analoghi a quelli dell'art. 603 c.p.p.
  • Non è ammesso trasformare il giudizio impugnatorio in un giudizio rescindente ovvero esercitare poteri di annullamento tipici della sede di legittimità; il principio devolutivo impone che il Tribunale decida sul reclamo con i poteri istruttori necessari.
  • In caso di conflitto negativo tra magistrato di sorveglianza e tribunale di sorveglianza, la risoluzione spetta alla Corte ai sensi dell'art. 32 c.p.p., per evitare stasi procedurali che ledano il diritto del detenuto al rimedio impugnatorio.

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