Cassazione Penale, Sentenza n. 44693/2022 del 24/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello per omissione e carente valutazione, ai fini della gravità, precisione e coerenza, di molteplici elementi probatori e indizi: deposizioni testimoniali (in particolare del teste Susanna oltre a Cogo), corrispondenza delle banconote sequestrate con quelle sottratte alle parti offese (documentazione bancaria e verbali di ripristino del sequestro), consistente disponibilità di denaro contante a casa di Tarallo la cui giustificazione avanzata dal giudice d'appello (timore di azioni esecutive dell'Erario) sarebbe infondata, e altri indizi convergenti (presenza anomala e reiterata di Tarallo nel soppalco, conoscenza del nascondiglio, assenza di effrazione, utilizzo di chiave, orario di lavoro della commissione del fatto, banconote legate con graffetta analoghe a quelle trovate a casa di Tarallo, riconoscimenti su video da parte di testimoni). Inoltre lamentata violazione dell'art. 192 cod.proc.pen. per mancata valutazione unitaria degli indizi.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che si trattava di una 'doppia conforme' di assoluzione e che il Procuratore Generale, nel ricorso, contestava principalmente la valutazione di merito e non una specifica violazione di legge. La Corte ha richiamato il divieto di riesame della valutazione delle prove in sede di legittimità, potendo il sindacato limitarsi soltanto a ipotesi di travisamento della prova nel senso di utilizzazione di prova inesistente o di risultato oggettivamente diverso; ha inoltre escluso il nuovo motivo relativo alla provenienza delle banconote perché non dedotto in sede di appello e quindi inammissibile. In sintesi, la Corte d'appello aveva risposto punto per punto alle censure e aveva ritenuto che gli indizi non avessero gravità, precisione e concordanza sufficienti per la condanna; tale valutazione è di merito non sindacabile in Cassazione, pertanto il ricorso è inammissibile e la sentenza di assoluzione viene confermata.
Norme richiamate
richiama il principio della valutazione degli indizi; nel caso la censura era che la Corte d'appello non avrebbe valutato globalmente e unitariamente gli indizi, ma la Cassazione ha ritenuto che si trattasse di valutazioni di merito non sindacabili
art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen. (richiamato con la novella dell'art. 8 L. n. 46/2006)
consente di dedurre vizi della motivazione facendo riferimento ad atti processuali, ma non modifica il divieto per la Cassazione di sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione globale della prova; il controllo è limitato a travisamenti della prova o utilizzazione di prove inesistenti
Massime di principio
- In caso di doppia conforme di assoluzione il ricorso del Pubblico Ministero è ammesso solo per violazione di legge: non è possibile chiedere in Cassazione una nuova valutazione degli elementi di fatto se non è dimostrabile un travisamento oggettivo della prova.
- Le valutazioni del giudice di merito sull'affidabilità e sulla concordanza degli indizi (gravità, precisione e concordanza) sono sindacabili in Cassazione solo se sussiste un evidente travisamento della prova o l'utilizzo di prove inesistenti.
- Questioni o elementi probatori non dedotti nel giudizio di appello non possono essere introdotti per la prima volta nel ricorso per cassazione e sono inammissibili.
- Per impugnare con successo un'assoluzione motivata sulla base di indizi occorre dimostrare specifici errori di diritto o di travisamento della prova, non la semplice diversa valutazione degli stessi fatti.
- La produzione di documentazione che colleghi materiali sequestrati alle vittime (es. corrispondenza di banconote) deve essere tempestivamente dedotta e valorizzata nei gradi di merito; se viene sollevata tardivamente non potrà essere considerata in Cassazione.
Testo integrale
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