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Sentenza

Sentenza n. 2020/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202600445

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto regionale del 5 febbraio 2026 che ha ingiunto alle imprese componenti dell’ATI la restituzione di 523.354,97 euro, comprensivi della quota di contributo di 500.000 euro, degli interessi moratori già corrisposti e degli ulteriori interessi maturati

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa mandante dell’ATI «Recupero Passalacqua» ha impugnato l’ingiunzione di pagamento emessa dalla Regione per recuperare somme connesse alla revoca del contributo pubblico destinato al programma di riqualificazione urbana. Con un unico motivo, articolato in più profili, ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 37 del d.lgs. 163/2006, l’erroneità dei presupposti e il difetto di istruttoria e di motivazione: la responsabilità solidale prevista da tale disposizione riguarderebbe soltanto gli appalti pubblici; tra la Regione e le imprese dell’ATI non sarebbe stato stipulato un contratto d’appalto, ma si sarebbe instaurato un rapporto di finanziamento; inoltre, l’inadempimento che aveva determinato la decadenza dal contributo sarebbe imputabile alla sola capogruppo mandataria, che avrebbe agito senza spendere il nome delle mandanti.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la solidarietà delle imprese dell’ATI non dipendesse dall’applicabilità dell’art. 37 del d.lgs. 163/2006, ma trovasse autonoma fonte nel protocollo d’intesa del 2 agosto 2013, stipulato dalla capogruppo con rappresentanza anche delle mandanti e recante obblighi riferiti indistintamente all’intero raggruppamento, qualificato come soggetto attuatore e beneficiario del finanziamento. Ha quindi considerato irrilevante stabilire se la disposizione del codice dei contratti pubblici fosse applicabile al rapporto di finanziamento. Ha inoltre respinto la censura sull’imputabilità dell’inadempimento alla sola mandataria: in presenza di obbligazione solidale, il creditore può esigere l’intera prestazione da ciascun condebitore, indipendentemente dalla misura della rispettiva responsabilità; l’eventuale riparto delle responsabilità rileva soltanto nei rapporti interni tra condebitori. La sentenza ha condannato la ricorrente a pagare alla Regione 2.500 euro per spese di giudizio, oltre agli accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 37 d.lgs. 163/2006

    È infatti irrilevante ai fini del decidere la questione giuridica dell’applicabilità o meno alla fattispecie dell’art. 37 del decreto legislativo n. 163 del 2006, secondo cui «l’offerta dei concorrenti raggruppati o dei consorziati determinala loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante», previsione sostituita da corrispondenti disposizioni sulla responsabilità solidale delle imprese che fanno parte di raggruppamenti temporanei nei confronti della Stazione appaltante, contenute nell’art. 48 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e nell’art. 68 del decreto legislativo n. 36 del 2023, recanti la disciplina del codice dei contratti pubblici.

    L’applicabilità dell’art. 37 del d.lgs. 163/2006 al rapporto controverso è irrilevante quando la responsabilità solidale delle imprese raggruppate trova un’autonoma fonte nel protocollo d’intesa.

  • art. 1292 c.c.

    Infatti, la solidarietà passiva ex art. 1292 cod. civ. assolve alla funzione di rafforzare la garanzia patrimoniale del creditore, consentendogli di esigere l’intera prestazione da ciascun condebitore, a prescindere dalla misura della rispettiva responsabilità.

    Nell’obbligazione solidale passiva il creditore può domandare l’intera prestazione a ciascun condebitore, senza dover prima accertare o ripartire la responsabilità individuale.

  • art. 1298 c.c.

    Le questioni concernenti il riparto delle responsabilità dei condebitori (e nel caso di specie quelle inerenti all’imputabilità della decadenza dal contributo) rilevano esclusivamente nei rapporti interni tra i condebitori, rispetto ai quali trova applicazione il criterio della parziarietà di cui all’art. 1298 cod. civ..

    Il riparto interno della responsabilità tra condebitori solidali non limita il diritto del creditore di esigere l’intera prestazione da ciascuno; la ripartizione rileva nei rapporti interni secondo il criterio della parziarietà.

Massime di principio

  • La responsabilità solidale delle imprese componenti un’ATI nei confronti dell’amministrazione può trovare autonoma fonte nel protocollo d’intesa sottoscritto dalla mandataria con rappresentanza, quando il contenuto dell’accordo pone indistintamente gli obblighi a carico dell’intero raggruppamento; in tal caso, l’eventuale inapplicabilità delle disposizioni del codice dei contratti pubblici sulla solidarietà non esclude quella derivante dall’accordo.
  • In presenza di un’obbligazione solidale passiva, il creditore può esigere l’intera prestazione da ciascun condebitore, indipendentemente dalla misura della responsabilità individuale o dall’imputabilità dell’inadempimento.
  • Le questioni relative alla ripartizione della responsabilità tra condebitori solidali attengono ai rapporti interni tra questi ultimi e non sono opponibili al creditore per sottrarsi alla richiesta dell’intera prestazione.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributi
RamiContributi e finanziamenti pubblici

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