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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11759/2024 del 20/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava per due motivi principali: (1) violazione delle norme sul processo cartolare in appello per la mancata trasmissione alle difese, dieci giorni prima dell'udienza, delle conclusioni scritte del Procuratore Generale, con conseguente nullità per difetto di contraddittorio; la difesa aveva eccepito l'omissione sia in memoria che nelle conclusioni scritte; (2) vizio di motivazione nel negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sostenendo che la quantità di merce contraffatta fosse irrilevante (pari al 2% della merce lecita presente) e che la Corte avesse erratamente valorizzato la "abitudinarietà" desumendola dalla pluralità di vendite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la mancata comunicazione delle conclusioni del Procuratore Generale costituisca di per sé nullità: nel caso di specie non risultano presentate le conclusioni del P.G. e comunque non è dimostrato alcun concreto pregiudizio per la difesa; la Corte ha dunque valutato le censure senza considerare elementi ignoti al ricorrente. Sul secondo motivo la Corte lo ha ritenuto generico e infondato: ha confermato la valutazione della Corte territoriale che ha negato la particolare tenuità sulla base dell'ingente numero di beni contraffatti (oltre 18.000), della gravità del pregiudizio per la sicurezza dei consumatori e della tendenziale ripetitività della condotta, nonché per la presenza, oltre che della ricettazione, del reato di tentata frode in commercio. Per l'inammissibilità del ricorso la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modificazioni nella legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Riferito alle forme del giudizio di appello celebrato con modalità telematiche; la Corte afferma che la mancata trasmissione telematica delle conclusioni del Procuratore Generale non determina automaticamente nullità processuale, salvo che non sia dimostrato concreto pregiudizio alle ragioni difensive, per il carattere tassativo delle nullità.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede una valutazione complessiva e concreta di molteplici elementi (modalità, gravità, entità del danno, grado di colpevolezza, recidiva/abitudine); la pluralità di reati in continuazione non esclude a priori l'applicabilità, ma nel caso concreto la Corte ha ritenuto che il numero elevato di beni contraffatti, il rischio per la sicurezza e la ripetitività della condotta escludessero la tenuità.

Massime di principio

  • La mancata ricezione da parte della difesa delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero, se non accompagnata dalla prova che tali conclusioni siano state effettivamente prodotte e abbiano arrecato un concreto pregiudizio, non comporta automaticamente la nullità della decisione d'appello.
  • Per ottenere l'annullamento per violazione del diritto di difesa occorre dimostrare il nocumento concreto; la mera violazione formale, senza ripercussioni sulla possibilità di difesa, è insufficiente.
  • La causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. richiede una valutazione globale e fattuale: quantità della condotta, grado di pericolo o danno, modalità esecutive, intenzionalità, ripetitività e conseguenze pratiche sono elementi determinanti.
  • La pluralità di atti o reati non esclude per sé la tenuità, ma la presenza di numerosi beni contraffatti e condotte che incidono sulla sicurezza dei consumatori e sulla correttezza del mercato può legittimamente portare al rifiuto della particolare tenuità.
  • Chi impugna in Cassazione deve fornire motivazioni specifiche e confrontarsi con la ratio esplicativa della decisione impugnata; argomentazioni generiche o alternative valutazioni dei fatti (p.es. percentuali rispetto alla merce lecita non previste dalla fattispecie) sono difficilmente persuasive.

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