Cassazione Penale, Sentenza n. 39635/2022 del 20/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Genova che aveva accolto la richiesta di riparazione ai sensi dell'art. 314 c.p.p. per la detenzione subita da Romeo in relazione al reato di cui all'art. 416 bis; il Ministero ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per aver escluso la condizione ostativa della colpa grave, sostenendo che la Corte non aveva adeguatamente valutato le frequentazioni ambigue di Romeo con esponenti di 'ndrangheta (incontri del 2001-2002 e partecipazione a un funerale del 2008) e non aveva acquisito l'intero fascicolo processuale, elementi che a parere del Ministero avrebbero dovuto essere ritenuti idonei a integrare la concausalità nella formazione dell'apparenza di reato
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero. Ha confermato il principio secondo cui il giudice della riparazione compie una valutazione ex ante, autonoma rispetto al giudizio di merito, volta a stabilire se il comportamento del detenuto abbia contribuito a creare un grave quadro indiziario che abbia indotto in errore il giudice della cautela. Tuttavia, ha ritenuto corretta la decisione della Corte d'Appello di non valorizzare le frequentazioni di Romeo perché il Giudice per le indagini preliminari che aveva disposto la misura non aveva fatto riferimento a tali elementi; quindi quelle frequentazioni non potevano essere considerate causalmente connesse all'adozione della misura restrittiva. Pertanto non è emersa la colpa grave che escluderebbe il diritto alla riparazione. Il ricorso è rigettato e il Ministero è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Fondamento normativo per la riparazione dell'ingiusta detenzione; il giudice della riparazione deve valutare se la detenzione sia stata causata dal dolo o dalla colpa grave del richiedente, con una valutazione ex ante autonoma rispetto al merito
art. 416-bis
art. 416-bis (riferito al reato contestato)
Norma penale relativa all'associazione di tipo mafioso, qui richiamata in relazione al capo di imputazione originario del procedimento che ha dato luogo alla detenzione
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 4 n. 9212 del 13/11/2013; Sez. U n. 32383 del 27/05/2010; Sez. 4 n. 19180 del 18/02/2016; Sez. 4 n. 27458 del 05/02/2019; Sez. 4 n. 850 del 28/09/2021; Sez. 4 n. 53361 del 21/11/2018
Confermano che il giudice della riparazione deve esaminare tutti gli elementi probatori disponibili (utilizzabili in fase di indagine), valutando se il comportamento del ricorrente abbia contribuito a creare l'apparenza di reato; le frequentazioni ambigue possono integrare la condizione ostativa solo se adeguatamente motivate come concausa della misura restrittiva
Massime di principio
- Il giudice della riparazione compie una valutazione ex ante autonoma rispetto al merito: non si accerta la responsabilità penale, ma se il comportamento del detenuto ha contribuito a creare l'apparenza di reato che ha portato alla restrizione
- Le frequentazioni ambigue con soggetti poi condannati possono rilevare ai fini della colpa grave, ma solo se è dimostrabile che tali frequentazioni siano state considerate o avrebbero potuto essere considerate dal giudice della cautela e abbiano avuto un ruolo causale o concausale nell'adozione della misura
- Se il provvedimento restrittivo non menziona o non si fonda su determinati elementi (es. frequentazioni o specifiche emergenze investigative), tali elementi non possono essere poi usati per negare il diritto alla riparazione salvo che si dimostri il loro concreto ruolo causale nella decisione
- In sede di impugnazione del diniego di riparazione l'onere probatorio di dimostrare la colpa grave è a carico dell'Amministrazione resistente; deve emergere una connessione causale tra la condotta del richiedente e l'apparenza di reato
- Per i difensori del richiedente: è utile dimostrare che il GIP non si è fondato sugli elementi contestati e, se richiesto, chiedere l'acquisizione del fascicolo solo se vi è ragionevole presunzione che emergano elementi che erano effettivamente alla base della misura; al contrario, l'acquisizione sistematica del fascicolo non è obbligatoria se il giudice della riparazione deve limitarsi agli elementi noti al momento dell'adozione della misura
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39617/2022 del 20/10/2022
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39618/2022 del 20/10/2022
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39620/2022 del 20/10/2022
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39621/2022 del 20/10/2022
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39622/2022 del 20/10/2022
- Sentenza penale · 20 ott 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 39624/2022 del 20/10/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →