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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29988/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per evasione, deducendo due motivi. Con il primo ha lamentato l'omesso riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la condotta non fosse tale da escludere la non punibilità. Con il secondo ha censurato il diniego di prevalenza delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. sulla recidiva già riconosciuta, chiedendo anche di sollevare questione di legittimità costituzionale; la doglianza mirava a ridurre l'incidenza della recidiva sul trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e manifestamente infondato, osservando che la Corte territoriale aveva valorizzato la pervicacia della condotta e la totale noncuranza delle prescrizioni impartite dall'autorità, elementi incompatibili con la particolare tenuità. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondato il secondo motivo, rilevando che il giudice di appello aveva escluso la prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva in ragione dell'aumentata pericolosità sociale dell'imputato e della violazione della fiducia riposta in lui dall'autorità giudiziaria. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    indicato come reato per il quale vi era stata condanna in appello; la sentenza di legittimità non entra nel merito della sua configurazione, ma conferma l'esito di condanna per evasione.

  • art. 131-bis c.p.

    la causa di non punibilità è stata esclusa perché la condotta risultava connotata da pervicacia, totale noncuranza delle prescrizioni e elevata trasgressività, incompatibili con la particolare tenuità del fatto.

  • art. 62-bis c.p.

    le attenuanti generiche sono state ritenute non prevalenti sulla recidiva, in considerazione dell'aumentata pericolosità sociale dell'imputato e della violazione della fiducia dell'autorità giudiziaria.

Massime di principio

  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non è riconoscibile quando la condotta evidenzi pervicacia, totale indifferenza alle prescrizioni dell'autorità e un grado di trasgressività incompatibile con la minima offensività richiesta dalla norma.
  • Il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva è legittimo quando il giudice valorizzi elementi sintomatici di una maggiore pericolosità sociale dell'imputato e la compromissione della fiducia riposta in lui dall'autorità giudiziaria.
  • In sede di legittimità, censure formulate in modo generico o a fronte di una motivazione congrua e non manifestamente illogica sono destinate a essere dichiarate inammissibili.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente sopporta le spese processuali e la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneCause di non punibilitàCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoRecidiva

Testo integrale

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