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Ordinanza

Ordinanza n. 4218/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno del 18/10/2021 - notificato in data 31/01/2022 –di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n°91, K10-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202204589

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno del 18 ottobre 2021, notificato il 31 gennaio 2022, con cui è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Dall'ordinanza non risultano specificati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nella camera di consiglio istruttoria le parti hanno confermato la persistenza dell'interesse alla decisione e hanno dichiarato di non avere ulteriori esigenze di integrazione del contraddittorio o richieste istruttorie.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito né definito il giudizio. Ha rilevato che il ricorso rientra tra quelli suscettibili di trattazione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato e ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere, escludendo allo stato esigenze di integrazione del contraddittorio o ulteriori attività istruttorie. Ha quindi disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento, anche in considerazione degli impegni connessi al PNRR e del divieto di rinvio salvo eccezionali motivi previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a. Il giudizio resta pendente; non sono state adottate statuizioni sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 9 l. 5 febbraio 1992, n. 91

    Costituisce la base normativa della domanda di concessione della cittadinanza italiana, oggetto del provvedimento ministeriale impugnato.

  • artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamati per il divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, nell'ambito dell'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle udienze camerali istruttorie finalizzate allo smaltimento dell'arretrato, il giudice può verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e l'assenza di esigenze di integrazione del contraddittorio o di ulteriori richieste istruttorie prima di calendarizzare la causa per la decisione.
  • Quando il giudizio è maturo sotto il profilo istruttorio e permane l'interesse alla decisione, il fascicolo può essere trasmesso al Presidente del tribunale per la fissazione dell'udienza di smaltimento, senza definire contestualmente il merito della controversia.
  • La verifica della persistenza dell'interesse a ricorrere è funzionale anche a consentire, ove tale interesse venga meno, la definizione del giudizio mediante decreto presidenziale di improcedibilità o estinzione per rinuncia, oppure mediante pronuncia collegiale in rito.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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