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Ordinanza

Ordinanza n. 472/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a) dell’ordinanza prot. n. 13959 del 30 aprile 2025 con cui il Responsabile dell’Area 5 del Comune di Agropoli ha ingiunto la demolizione e il ripristino del fabbricato sito in via De Curtis (distinto in NCEU al foglio 7, p.lla n. 1185) allo stato assentito dalla concessione edilizia del 28.08.1968 e dal permesso di costruire in sanatoria (condono) n. 27151/3568 del 3.10.2018; b) di ogni altro atto presupposto, successivo e comunque connesso, lesivo degli interessi della ricorrente.

Giustizia amministrativa202500976

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino di un fabbricato, con riferimento allo stato assentito dai titoli edilizi originari e dal permesso di costruire in sanatoria

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale del 30 aprile 2025, con cui il Comune di Agropoli ha ingiunto la demolizione e il ripristino di un fabbricato di sua proprietà, nonché gli atti presupposti, connessi e conseguenziali. Prima dell’udienza pubblica ha chiesto il rinvio della discussione, in attesa della decisione sul distinto ricorso avente a oggetto il rigetto della richiesta di accertamento di conformità urbanistica e compatibilità paesaggistica relativa a opere eseguite in difformità sul medesimo fabbricato. La richiesta di rinvio è stata motivata dal rapporto di presupposizione necessaria tra il diniego di sanatoria e l’ordine di demolizione.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza di rinvio e ha rinviato la discussione del merito all’udienza pubblica del 20 maggio 2026. Ha ritenuto che la definizione del giudizio relativo al rigetto dell’istanza di sanatoria costituisca un prius logico-giuridico rispetto alla decisione sull’ordine di demolizione, poiché l’eventuale annullamento del diniego di sanatoria potrebbe determinare il venir meno dell’ordine demolitorio. Il Collegio ha inoltre richiamato il principio secondo cui, in presenza di atti geneticamente collegati, l’invalidità dell’atto conseguenziale può estendersi automaticamente a quest’ultimo in caso di annullamento dell’atto presupposto, anche se l’atto conseguenziale non è stato autonomamente impugnato. Non è stata assunta alcuna decisione sul merito della legittimità dell’ordinanza di demolizione.

Massime di principio

  • Quando un ordine di demolizione è necessariamente collegato a un provvedimento di rigetto di un’istanza di sanatoria relativa alle medesime opere, la decisione sul diniego di sanatoria costituisce un prius logico-giuridico rispetto alla decisione sull’ordine demolitorio e può giustificare il rinvio della discussione del ricorso contro quest’ultimo.
  • In presenza di atti geneticamente collegati da un rapporto di presupposizione necessaria, l’annullamento dell’atto presupposto può determinare l’invalidità automatica dell’atto conseguenziale, anche quando quest’ultimo non sia stato autonomamente impugnato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potere

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