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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46253/2024 del 17/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Questioni relative alla competenza territoriale. Nel procedimento a carico di Luigi Cordioli, Manuel Romani e Alessandro Cordioli per il reato ex art. 2 d.lgs. n. 74/2000 (utilizzo in dichiarazione di elementi passivi fittizi derivanti da fatture per operazioni inesistenti per l'anno IVA 2020), le difese avevano eccepito l'incompetenza del Tribunale di Verona in favore del Tribunale di Pavia per connessione con procedimenti pendenti per il reato ex art. 8 d.lgs. n. 74/2000 (emissione di fatture inesistenti) relativi ad alcune delle società emittenti (tra cui Polisistem s.r.l.). Il giudice monocratico di Verona, dopo aver valutato la questione, aveva rimesso la questione alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p., ritenendo controverso il problema se, per fondare lo spostamento di competenza per connessione, la parte debba documentare la pendenza di procedimenti per tutte le imprese le cui fatture sono indicate come fittizie o se sia sufficiente la pendenza anche per alcune di esse.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile l'ordinanza di rimessione. Ha ritenuto che il rimedio del rinvio pregiudiziale di cui all'art. 24-bis c.p.p. sia uno strumento discrezionale riservato a questioni "serie" e non manifestamente infondate, ma che l'ordinanza rimettente proponeva una soluzione in contrasto con la giurisprudenza consolidata. La Corte ha richiamato i principi: l'onere probatorio sull'eccezione grava sulla parte che la solleva; il giudice valuta la competenza in base all'imputazione così come cristallizzata all'atto di impulso; la connessione tra reati (art. 12 e art. 16 c.p.p.) è criterio autonomo di attribuzione della competenza e opera indipendentemente da vicende successive dei procedimenti; non è ragionevole imporre alla parte l'onere di documentare la pendenza di procedimenti per tutte le imprese le cui fatture sono contestate. Pertanto la rimessione alla Corte non era giustificata e è stata dichiarata inammissibile, con la conseguenza che la questione di competenza dovrà essere trattata dal giudice del merito senza rinvio alla Corte.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Istituisce il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione per le questioni di competenza territoriale: strumento discrezionale e limitato a questioni "serie" non risolvibili con ordinari mezzi; il giudice procedente deve motivare la scelta e verificare la non manifesta infondatezza della questione

  • art. 2 d.lgs. n. 74/2000

    Delitto relativo all'utilizzo in dichiarazione di elementi passivi fittizi: nel caso concreto costituisce il reato principale del procedimento veronese

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti: considerato reato "meglio primo" rispetto all'art. 2 (emissione precede l'utilizzo) e, per la connessione, il giudice competente per l'art. 8 può determinare la competenza per i reati connessi

  • art. 12 lett. b) e lett. c) cod. proc. pen.

    Prevedono la connessione di reati commessi con un disegno unitario (lett. b) e la connessione per mezzo/fine (lett. c): fondamento per valutare la competenza per connessione

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che per i reati connessi la competenza appartiene al giudice competente per il reato più grave o, in caso di pari gravità, al giudice del primo reato: applicato al rapporto art. 8/art. 2 d.lgs. 74/2000

  • art. 25, comma 1 Cost.

    Principio del giudice naturale precostituito per legge richiamato dal rimettente come presidio di garanzia, ma la Cassazione sottolinea che non giustifica l'imposizione di obblighi istruttori non coerenti con la giurisprudenza sulla competenza

Massime di principio

  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è uno strumento eccezionale: il giudice lo esercita solo per questioni serie e non manifestamente infondate che non possano essere risolte con strumenti ordinari
  • Nei casi di reati fiscalmente collegati (es. art. 8 e art. 2 d.lgs. n. 74/2000) la connessione è generalmente riconosciuta poiché l'emissione delle fatture precede il loro utilizzo: la competenza per connessione segue il criterio del primo reato
  • L'onere di allegazione e prova dell'eccezione di incompetenza grava sulla parte che la deduce, ma il giudice valuta la competenza in base ai termini e agli elementi formali dell'imputazione così come cristallizzati al momento della proposta dell'eccezione; non può essere imposto all'attore difensivo di provare la pendenza di procedimenti per tutte le imprese correlate se tali elementi non sono parte dell'imputazione originaria
  • Il principio della perpetuatio iurisdictionis tutela la stabilità della competenza determinata dalla connessione: vicende successive di altri procedimenti non alterano la competenza già assunta, salvo circostanze previste dalla legge
  • Non è ammissibile un uso strumentale del rinvio alla Cassazione per trasferire sistematicamente decisioni di competenza al giudice di legittimità; la Corte verificherà la mancanza di un ragionevole dubbio interpretativo prima di accogliere la rimessione

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