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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1664/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Denuncia di conflitto positivo di competenza presentata dall'avv. Susanna Magrini per il difensore Armando Marcucci (art. 30, comma 2 c.p.p.), per la sovrapposizione di procedimenti relativi allo stesso fatto: il reato contestato sub capo 4a) (concorso in bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della SECURITY & LOGISTIC s.r.l.) risultava pendente sia davanti al G.U.P. di Lodi nell'ambito di un procedimento più ampio che comprendeva numerosi reati, sia davanti al G.U.P. di Roma con riferimento soltanto a quel singolo reato. Il G.U.P. di Lodi ha trasmesso la denuncia di conflitto alla Corte di Cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Lodi e ha disposto la trasmissione degli atti a tale giudice. La decisione si fonda sull'applicazione del criterio della continenza (il procedimento di Lodi è di maggiore ampiezza e contiene ontologicamente il fatto contestato anche a Roma) e, in via alternativa, sul criterio della connessione teleologica (art. 12, lett. c, c.p.p.), individuando come reato commesso per primo una bancarotta il cui fallimento fu dichiarato dal Tribunale di Lodi il 20/02/2013.

Norme richiamate

  • art. 30, comma 2, codice di procedura penale

    Consente alla parte di denunciare il conflitto positivo di competenza; qui la difesa ha invocato tale disposizione per segnalare la pendenza contemporanea di procedimenti davanti a due distinte sedi

  • art. 31, codice di procedura penale

    Regola la comunicazione fra giudici chiamati a pronunciarsi sul conflitto; il Tribunale di Lodi ha disposto la comunicazione al collega di Roma (senza osservazioni da parte di quest'ultimo)

  • art. 12, lett. c), codice di procedura penale

    Criterio della connessione (teleologica): utilizzato in via alternativa per concentrare i procedimenti quando reati ontologicamente collegati, individuando quale rilevante il reato commesso per primo fra quelli di pari gravità

  • principio della "continuità/continenza" consolidato in giurisprudenza

    Applicato dalla Corte: se una delle azioni comprende l'altra per maggiore ampiezza temporale o per pluralità di episodi, va concentrata la trattazione davanti al giudice presso il quale pende il procedimento di maggiore ampiezza

  • art. 23 d.l. n. 137/2020 (modalità di trattazione della requisitoria del P.G.)

    Richiamato solo in relazione alla modalità formale della requisitoria scritta del Procuratore generale

Massime di principio

  • Se due procedimenti pendono in sedi diverse per fatti ontologicamente identici o sovrapponibili, va valutata la 'continenza': prevale la sede dove pende il procedimento di maggiore ampiezza (riunione e concentrazione degli atti)
  • La diversità nella qualificazione giuridica o la coincidenza parziale degli imputati non impedisce l'applicazione del criterio della continenza quando sussista identità ontologica del fatto
  • In presenza di reati di pari gravità strettamente collegati, può essere applicata la connessione teleologica (art. 12, lett. c) c.p.p.), individuando come criterio di scelta il reato commesso per primo
  • La denuncia di conflitto può essere promossa dalla difesa ai sensi dell'art. 30 c.p.p.; il giudice adito deve comunicare all'omologo e, se necessario, trasmettere il conflitto alla Corte di Cassazione
  • La regola del ne bis in idem tra uffici diversi non opera automaticamente: la soluzione della sovrapposizione è regolata dalle norme sui conflitti di competenza e dai criteri di continenza/connessione
  • Quando si affrontano situazioni analoghe, è utile documentare la maggiore ampiezza del procedimento (tempi, pluralità di episodi, ulteriori contestazioni) e la data rilevante del primo evento criminoso per sostenere la competenza di una sede rispetto all'altra

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