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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02301/2025 del 20/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già condannato per omesso versamento di IVA, ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello. Con un unico motivo ha dedotto, in sostanza: a) la vaghezza della contestazione nel decreto che dispone il giudizio e il conseguente difetto di correlazione tra imputazione e sentenza, con particolare riguardo alla determinazione dell'ammontare dell'IVA dovuta; b) l'omessa motivazione sulla soglia di punibilità, sostenendo che l'unico elemento utilizzato per quantificare l'imposta fosse una comunicazione di notizia di reato dell'Agenzia delle entrate, priva di sufficiente base documentale, e che mancasse un riferimento univoco all'IVA dovuta nell'ultimo trimestre.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto la doglianza formulata in modo generico, senza specifici riferimenti né alla documentazione asseritamente trascurata né ai passaggi della motivazione impugnata, limitandosi ad affermare l'illogicità della decisione. Ha inoltre osservato che le censure sulla vaghezza del capo di imputazione e sulla pretesa non corrispondenza tra contestazione e sentenza erano prive di argomentazioni adeguatamente chiare. In ogni caso, ha rilevato che la sentenza impugnata aveva motivato in modo coerente sulla prova del fatto e sul superamento della soglia di punibilità, individuando correttamente il dato decisivo nella nota dell'Agenzia delle entrate del 6 settembre 2021, che attestava la corrispondenza tra l'IVA non versata e quella indicata in dichiarazione dal contribuente. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma incriminatrice del reato di omesso versamento dell'IVA, per il quale l'imputato era stato condannato in appello.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che non risulti la mancanza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata per il principio secondo cui la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende richiede che non sussistano elementi per ritenere che la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure sono formulate in modo generico e non contengono puntuali riferimenti alla documentazione o ai passaggi motivazionali asseritamente erronei.
  • La deduzione del difetto di correlazione tra imputazione e sentenza deve essere sorretta da argomentazioni specifiche e chiare; una contestazione meramente assertiva è insufficiente.
  • In tema di omesso versamento IVA, il superamento della soglia di punibilità può essere desunto da un dato documentale coerente e specifico richiamato nella motivazione della sentenza di merito.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieOmesso versamentoImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale
IstitutiOnere della provaPrescrizione del reato

Testo integrale

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