Cassazione Penale, Ordinanza n. 39660/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i motivi dedotti tendevano a sollecitare una diversa lettura delle evidenze probatorie e non denunciavano un vizio consentito in cassazione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello con due motivi, esaminati congiuntamente, deducendo in sostanza vizi di valutazione della prova e violazione del principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Sosteneva che nessuno lo avesse visto sui luoghi dell'incendio, che fosse stato controllato a bordo di uno scooter a diversi chilometri dal luogo dei fatti e che le tracce di fuliggine sul suo conto non fossero sufficienti a collocarlo sulla scena del reato. Contestava inoltre l'attendibilità della persona offesa, le cui dichiarazioni sarebbero state poste a base del suo avvicinamento ai luoghi dell'incendio. La Corte di cassazione ha ritenuto che tali censure chiedessero in realtà una rivalutazione alternativa del compendio probatorio, operazione non consentita in sede di legittimità.
Norme richiamate
La doglianza che si traduca in una richiesta di rivalutazione delle prove non è proponibile in sede di legittimità; il controllo della Cassazione resta limitato alla verifica della coerenza logica e giuridica della motivazione.
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non è consentito proporre una diversa lettura del materiale probatorio, poiché la rivalutazione del merito è riservata al giudice di fatto.
- Il sindacato di legittimità sulla motivazione della sentenza impugnata si limita alla verifica della sua tenuta logica e del rispetto delle regole giuridiche di valutazione della prova.
- La deduzione della violazione del principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio non è ammissibile se si risolve, in concreto, nella richiesta di un apprezzamento alternativo delle prove già valutate dal giudice di merito.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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