Cassazione Penale, Sentenza n. 34525/2026 del 25/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale di Lagonegro del 10 marzo 2026, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Giudice di pace per i reati di minaccia e percosse. Con l'unico motivo ha dedotto che, nelle more del ricorso, la persona offesa aveva ritualmente rimesso la querela e che la remissione era stata accettata dall'imputato.
La decisione
La Corte ha dichiarato estinti per remissione di querela i reati di minaccia e percosse. Ha richiamato il principio secondo cui la remissione intervenuta durante il giudizio di cassazione, se ritualmente accettata e in presenza di ricorso tempestivo, prevale anche su eventuali cause di inammissibilità e deve essere rilevata dal giudice di legittimità. Ha condannato il querelato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340 c.p.p. Il dispositivo riportato nel testo è frammentario e non consente di ricavare ulteriori statuizioni.
Norme richiamate
deve emettersi declaratoria di estinzione dei reati per remissione di querela, con condanna del querelato alle spese processuali ai sensi dell'art. 340 del codice di procedura penale
La remissione della querela determina l'estinzione dei reati e comporta la condanna del querelato alle spese processuali.
Massime di principio
- La remissione di querela intervenuta durante il giudizio di cassazione, se ritualmente formulata e accettata dall'imputato, determina l'estinzione del reato, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto.
- In presenza di una remissione di querela ritualmente accettata, l'estinzione del reato prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso e deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità.
Come è indicizzato
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