Cassazione Penale, Sentenza n. 39120/2024 del 24/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna per contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione relativa al bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti. In appello i giudici avevano riconosciuto le attenuanti per il reale pentimento e la volontà di ravvedimento desumibile dal pagamento del risarcimento del danno, ma poi hanno rigettato la richiesta di riconoscimento della prevalenza delle attenuanti, affermando contraddittoriamente che il risarcimento e la resipiscenza "non giustificano una riduzione della pena" a causa della molteplicità dei precedenti, della gravità della condotta e della violazione di una misura cautelare precedentemente applicata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alle ragioni indicate e ha annullato la sentenza impugnata solo in relazione al bilanciamento delle circostanze concorrenti ex art. 69 cod. pen., disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Milano per un nuovo giudizio sul punto. La condanna di primo grado resta confermata nella sua struttura, ma la determinazione della prevalenza tra attenuanti e aggravanti deve essere riconsiderata e motivata senza contraddizioni.
Norme richiamate
È la norma che disciplina il bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti. La Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse contraddittoria nel valutare detta prevalenza: se si riconoscono attenuanti per pentimento e risarcimento, il rigetto della prevalenza richiede una motivazione coerente che espliciti perché i fattori aggravanti superano effettivamente le attenuanti.
Massime di principio
- La motivazione del giudice deve essere coerente: non è ammessa la riconoscenza di attenuanti nelle premesse e contemporaneamente il loro non riconoscimento nella decisione senza spiegazione logica.
- Il pagamento del risarcimento e il manifestarsi del pentimento sono elementi che possono costituire attenuanti rilevanti; tuttavia la loro incidenza va valutata confrontandola esplicitamente con precedenti penali, gravità della condotta e violazioni di misure cautelari.
- In presenza di contraddizione nel bilanciamento delle circostanze, la Cassazione può annullare la decisione limitatamente a tale punto e rinviare per un nuovo esame motivato.
- Per la difesa: contestare la congruenza della motivazione sul punto del bilanciamento è una via efficace per ottenere il riesame della quantificazione della pena.
- Per i giudici di merito: quando si afferma la prevalenza di determinate circostanze occorre esplicitare i criteri e il confronto concreto fra i fattori attenuanti e aggravanti per evitare annullamento per contraddittorietà.
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