Cassazione Penale, Sentenza n. 45427/2024 del 11/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorrente ha presentato una dichiarazione rituale di rinuncia all'impugnazione ai sensi dell'art. 589, comma 2, c.p.p.; alla stregua di tale rinuncia la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500 in favore della cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione. Il ricorrente deduce violazione di legge, invocando la propria buona fede e il principio di proporzione, sostenendo che la demolizione derivante dai procedimenti RESA n. 66/2005 e 648/2007 provocherebbe un grave e irreparabile danno lasciandolo senza abitazione regolarmente acquistata e non realizzata abusivamente; inoltre afferma che per l'immobile sarebbe stato rilasciato un permesso di costruire in sanatoria.
Norme richiamate
art. 589 comma 2 cod. proc. pen.
La rinuncia rituale all'impugnazione ai sensi di questa norma comporta l'inammissibilità del ricorso presentato in Cassazione e può dar luogo alla condanna alle spese processuali e al pagamento dell'ammenda.
Massime di principio
- Una rinuncia rituale all'impugnazione in Cassazione (art. 589, comma 2 c.p.p.) determina l'inammissibilità del ricorso e può comportare condanne alle spese e ammende: valutare con attenzione prima di rinunciare.
- Negli uffici dell'esecuzione, la revoca di un ordine di demolizione richiede prove concrete e documentali (es. titolo valido, permesso in sanatoria effettivamente valido, prova della buona fede, dimostrazione del danno grave e irreparabile); argomentazioni generiche sono spesso insufficienti.
- Se si vuole impedire l'esecuzione (demolizione) è opportuno chiedere misure cautelari idonee e presentare tempestivamente tutta la documentazione probatoria; la semplice deduzione di proporzionalità può non essere decisiva senza elementi probatori.
- In procedimenti che coinvolgono titoli edilizi sanatorî, occorre verificare la validità formale e sostanziale del provvedimento di sanatoria: la sola affermazione dell'esistenza di un permesso non sostituisce la dimostrazione della sua efficacia rispetto al provvedimento demolitorio.
- È fondamentale curare le formalità processuali e la strategia difensiva (evitare rinunce involontarie, considerare tutte le impugnazioni e i rimedi disponibili) perché la rinuncia rituale è definitiva e penalizzante.
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