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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20300/2026 del 03/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. La decisione impugnata, di condanna per i reati contestati, è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Un imputato ricorreva per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per i reati ascritti. Deduceva: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo che non fosse provata una condotta di guida pericolosa e, soprattutto, che egli non fosse alla guida del ciclomotore, con conseguente erronea configurazione di un concorso morale anziché di una mera connivenza; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, lamentando che la Corte d'appello non avesse disposto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale richiesta, anche per chiarire se egli fosse solo un passeggero trasportato; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 4) eccessività della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto i primi due motivi manifestamente infondati e comunque generici, perché non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva valorizzato la fuga pericolosa alla vista degli agenti, lo scambio di posto all'interno del veicolo per sottrarsi al controllo e il rinvenimento nel veicolo di arnesi da scasso ritenuti nella piena disponibilità materiale dell'imputato. Gli ulteriori motivi sono stati giudicati aspecifici.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Richiamato come base della contestazione relativa alla resistenza a pubblico ufficiale; la Corte ha ritenuto non superata la motivazione di merito sulla fuga pericolosa e sul concorso dell'imputato nella condotta impeditiva del controllo.

  • art. 707 c.p.

    Richiamato come base della contestazione relativa al possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli; la censura sull'omessa rinnovazione istruttoria è stata ritenuta generica e infondata.

  • art. 495 c.p.

    Richiamato come ulteriore titolo di condanna nella sentenza impugnata, senza specifica autonoma trattazione nel ricorso riportato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il motivo di ricorso è inammissibile se si limita a contestazioni generiche e non si confronta in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La deduzione di violazione di legge o vizio di motivazione non può risolversi nella mera riproposizione di una diversa lettura del fatto, quando la decisione di merito abbia offerto una ricostruzione logica e completa degli elementi valorizzati.
  • Ai fini della configurabilità del concorso dell'imputato nella condotta, la motivazione può fondarsi su comportamenti univoci di partecipazione, come la fuga per sottrarsi al controllo e lo scambio di posto nel veicolo per eludere l'intervento degli operanti.
  • Il rinvenimento nel veicolo di arnesi da scasso può essere valorizzato come indice della piena disponibilità materiale dell'imputato, se la motivazione di merito esplicita il collegamento tra il possesso degli oggetti e la condotta contestata.
  • Le doglianze sul trattamento sanzionatorio e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche devono essere specifiche e confrontarsi con i criteri già esaminati dal giudice di merito; in difetto, il motivo è aspecifico e non scrutinabile nel merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniUso di atto falso
RamiProcesso penaleReati contro la fede pubblica
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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