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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49740/2022 del 30/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Messina che, a seguito di violazioni delle prescrizioni dell'affidamento in prova, aveva sostituito la misura dell'affidamento al servizio sociale con quella della detenzione domiciliare. Il ricorrente deduceva violazione di legge in relazione agli artt. 47, comma 11, e 58‑quater Ord. Pen., sostenendo che, ove l'affidamento venga revocato, l'art. 58‑quater vieta per tre anni la concessione di altre misure alternative e quindi la sostituzione sarebbe illegittima.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 51‑ter Ord. Pen. (nella versione novellata) che attribuisce al tribunale di sorveglianza la possibilità, ricevuta comunicazione di comportamenti suscettibili di revoca, di decidere sulla prosecuzione, sostituzione o revoca della misura. La Corte ha precisato che l'art. 58‑quater opera solo quando la misura è effettivamente revocata; nel caso di specie il Tribunale non ha revocato l'affidamento ma l'ha sostituito con la detenzione domiciliare, perciò il divieto biennale/triennale di cui all'art. 58‑quater non si applicava. Conseguenza: ricorso respinto e ordinanza confermata.

Norme richiamate

  • art. 51‑ter Ord. Pen.

    se la persona sottoposta a misura alternativa pone in essere comportamenti suscettibili di determinarne la revoca, il magistrato di sorveglianza, nella cui giurisdizione la misura è in esecuzione, ne dà immediata comunicazione al tribunale di sorveglianza affinché decida in ordine alla prosecuzione, sostituzione o revoca della misura

    Attribuisce al tribunale di sorveglianza la discrezionalità di scegliere tra prosecuzione, sostituzione o revoca della misura alternativa; consente soluzioni intermedie (sostituzione) senza obbligo di immediata revoca e rientro in carcere

  • art. 58‑quater Ord. Pen.

    prevede il divieto di concessione di benefici per un periodo di tre anni nei confronti di condannato al quale sia stata revocata una misura alternativa

    Il divieto riguarda i casi di revoca effettiva della misura alternativa; non si applica quando la misura non è revocata ma sostituita dal tribunale nell'esercizio della sua discrezionalità

  • art. 47, comma 11 Ord. Pen.

    Consente la revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale in caso di violazione delle prescrizioni; è la norma che viene richiamata quando si contesta la legittimità della sostituzione o revoca dell'affidamento

  • art. 47‑ter, comma 6 Ord. Pen.

    Richiamata a titolo esemplificativo nel testo come una delle disposizioni la cui revoca può far scattare il divieto di cui all'art. 58‑quater

  • art. 51, comma 1 Ord. Pen.

    Menzionata nel contesto normativo come altra ipotesi che, se revocata, rientra nel campo di applicazione dell'art. 58‑quater

Massime di principio

  • La sostituzione di una misura alternativa con un'altra (es. affidamento -> detenzione domiciliare) è legittima se il tribunale di sorveglianza, esercitando la potestà prevista dall'art. 51‑ter, ritiene che sia più idonea a bilanciare componente afflittiva e risocializzante.
  • L'art. 58‑quater impedisce la concessione di benefici solo dopo la revoca formale della misura alternativa: la mera comunicazione di violazioni non determina automaticamente l'applicazione del divieto.
  • Per il procuratore che impugna, è necessario dimostrare che il provvedimento impugnato abbia effettivamente disposto la revoca (e non una sostituzione) per far valere il divieto triennale previsto dall'art. 58‑quater.
  • Per il giudice di sorveglianza, è opportuno motivare chiaramente la scelta di sostituire (anziché revocare) richiamando il bilanciamento tra esigenze afflittive e prospettive rieducative del soggetto.
  • In situazioni con violazioni non penali ma ripetute delle prescrizioni, la via della sostituzione può essere una risposta proporzionata quando sussistono elementi positivi nel percorso trattamentale.

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