Cassazione Penale, Sentenza n. 46040/2022 del 05/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva confermato colpevole del reato previsto dall'art. 385 c.p. (evasione). Con unico motivo si deduceva la erronea applicazione della norma e vizio di motivazione, sostenendo che non era stato messo in pericolo il bene tutelato (il rispetto delle misure restrittive) perché le autorità erano a conoscenza degli spostamenti dell'imputato (ricevendo una chiamata dall'educatore alle ore 13:38 che indicava le ragioni dell'allontanamento e il luogo di destinazione) e quindi vi sarebbe stata la possibilità di controllo del rispetto della restrizione imposta all'agente; si censurava dunque che l'allontanamento non fosse arbitrario e che mancasse la consapevolezza richiesta per il reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta l'interpretazione della norma da parte del giudice di merito, affermando che il reato di evasione tutela il rispetto delle decisioni giudiziarie e richiede il dolo generico (coscienza e volontà di allontanarsi dal domicilio) indipendentemente dalle ragioni dell'allontanamento. La Corte ha inoltre ritenuto che il giudice di merito abbia fornito motivazione incensurabile circa l'arbitrarietà dell'allontanamento e la consapevolezza dell'imputato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il bene giuridico tutelato è il rispetto delle decisioni giudiziarie; il reato richiede il dolo generico (coscienza e volontà dell'allontanamento dal domicilio) e non è rilevante la motivazione o lo scopo dell'allontanamento
art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n.137 conv. in legge 18 dicembre 2020, n.176
Norma processuale richiamata per lo svolgimento del procedimento in Cassazione (disciplinava modalità processuali temporanee collegate al periodo indicato); il richiamo è formale relativo alla procedura
art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n.105 (conv. legge 16 settembre 2021, n.126) e art. 16 d.l. 30 dicembre 2021 n.228 (conv. legge 25 febbraio 2022, n.15)
Richiami normativi che attestano la proroga degli effetti delle disposizioni procedurali citate; rilevanza procedurale e non sostanziale rispetto alla fattispecie
Giurisprudenza: Sez. 6 n. 36518 del 27/10/2020 (Rodio, Rv. 280118)
Principio richiamato secondo cui la motivazione o lo scopo dell'allontanamento sono irrilevanti e che il reato di evasione necessita del dolo generico; la scelta della misura cautelare non può essere rimessa all'arbitrio dell'interessato
Massime di principio
- Il reato di evasione (art. 385 c.p.) tutela il rispetto delle decisioni giudiziarie: ciò che conta è la coscienza e volontà di allontanarsi dal luogo stabilito, non le ragioni o lo scopo dell'allontanamento
- La possibilità che le autorità potessero avere informazioni sugli spostamenti dell'interessato (es. comunicazioni ricevute) non esclude automaticamente il reato, salvo che si dimostri che l'allontanamento fosse autorizzato o giustificato da un provvedimento competente
- Per resistere con successo a un'accusa di evasione è necessario provare elementi che escludano il dolo (es. assenza di consapevolezza dell'obbligo, errore di fatto sul luogo o sull'ora, autorizzazione specifica) oppure che l'allontanamento non sia stato arbitrario
- La motivazione del giudice di merito, quando adeguata, è difficilmente sindacabile in Cassazione se le conclusioni sono logiche e fondate sui fatti verificati; i ricorsi manifestamente infondati sono dichiarati inammissibili
- In caso di condanna confermata in cassazione il ricorrente può essere condannato a rifondere spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle ammende
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