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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49640/2023 del 13/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la condanna del Tribunale di Teramo per reati connessi allo stupefacente. Il ricorrente denunciava che nell'atto di appello erano indicate ragioni specifiche: che le intercettazioni non comprovano una cessione a fini di spaccio ma devono essere lette nel contesto (rapporti cliente-commercialista; rapporti di amicizia e incontri con la Zalutska, anche di natura erotica, con consumo comune della sostanza), dimostrando che l'acquisto era per consumo di gruppo. Sosteneva che la Corte d'appello aveva ignorato la specificità dei motivi e, anziché esaminare l'ammissione, aveva in pratica deciso nel merito ritenendo irrilevanti le circostanze della cessione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio alla Corte d'appello di L'Aquila. Ha richiamato l'art. 581 c.p.p. (come modificato dalla legge 23 giugno 2017 n.103) sul necessario contenuto specifico dell'atto di appello e ha osservato che la Corte d'appello, invece di valutare la specificità dei motivi ai fini dell'ammissione, si è sostanzialmente pronunciata sulla loro (presunta) infondatezza riciclando la motivazione del primo giudice. Ha chiarito che l'inammissibilità può essere dichiarata solo quando manchi la specificità o il confronto con la motivazione impugnata, non quando i motivi siano ritenuti non idonei o manifestamente infondati.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Impone che l'atto di appello indichi specificamente i capi e i punti della decisione impugnata, le richieste e i motivi in fatto e diritto; la mancanza di tale specificità può determinare l'inammissibilità dell'appello

  • legge 23 giugno 2017 n. 103

    Modifica il contenuto dell'art. 581 c.p.p.; tuttavia, secondo la Cassazione, anche dopo la modifica il giudice di appello non può dichiarare l'inammissibilità quando i motivi sono specifici ma semplicemente ritenuti infondati

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli)

    Stabilisce che l'appellante deve confrontare specificamente i passaggi della motivazione della sentenza impugnata e non limitarsi a contestazioni generiche

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 4, n. 36533 del 15/09/2021 (Oddo)

    Precisazione che il giudice di appello può dichiarare inammissibile l'appello solo quando i motivi manchino di specificità e non quando siano semplicemente ritenuti inidonei o manifestamente infondati

Massime di principio

  • Per evitare l'inammissibilità, l'atto di appello deve indicare in modo specifico i capi e i punti della decisione impugnata e motivare punto per punto il contrasto con la motivazione del giudice di primo grado.
  • Non sono sufficienti censure generiche del 'decisum': l'appellante deve contrapporre argomentazioni riferite ai passaggi specifici della motivazione o produrre elementi fattuali concreti che ne modifichino la valutazione.
  • Il giudice di appello che esamina l'ammissione deve verificare la sussistenza della specificità dei motivi; non può dichiarare l'inammissibilità sostenendo che i motivi, pur specifici, siano manifestamente infondati (ciò implicerebbe un sindacato di merito improprio).
  • Nelle contestazioni che riguardano la natura della cessione (spaccio vs consumo in comune) è importante che la difesa collochi le intercettazioni e le prove nel contesto relazionale e fattuale (rapporti personali, modalità degli incontri, assenza di corrispettivo) e indichi esplicitamente quali passaggi della motivazione di primo grado sono contrari a tali circostanze.
  • Se la Corte d'appello decide per l'inammissibilità basandosi su una valutazione di merito, il rimedio è il ricorso per cassazione con richiesta di annullamento e rinvio affinché l'ammissione sia decisa correttamente.

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