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Parere

Parere n. 588/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto, con presentazione diretta ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dalla signora -OMISSIS- contro Ministero dell'Interno per l’annullamento del decreto n. k10/0502191 del 17 luglio 2020 concernente il diniego dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana.

Giustizia amministrativa202100755

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del decreto ministeriale del 17 luglio 2020 di diniego della concessione della cittadinanza italiana

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale il privato

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato il diniego con cui il Ministero dell'Interno aveva respinto l'istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91. Nel corso del procedimento consultivo, a seguito dei nuovi elementi prodotti con il ricorso, l'Amministrazione ha riaperto l'istruttoria e, all'esito del riesame, ha adottato il 5 ottobre 2022 un decreto di concessione della cittadinanza, con decorrenza dal 16 novembre 2022. La questione consisteva quindi nel verificare l'effetto di tale sopravvenienza sul ricorso straordinario, avente ad oggetto l'annullamento del precedente diniego.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la concessione della cittadinanza italiana abbia eliminato l'interesse alla decisione sul diniego originariamente impugnato e abbia determinato la cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, ha espresso parere per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il Collegio non ha esaminato nel merito i motivi di impugnazione, poiché il provvedimento favorevole sopravvenuto ha reso non più attuale la controversia.

Osservazioni

Sopravvenuta concessione della cittadinanza

La concessione della cittadinanza italiana, intervenuta nel corso del procedimento a seguito della riapertura dell'istruttoria e del riesame amministrativo, ha determinato la cessazione della materia del contendere e reso improcedibile il ricorso contro il precedente diniego.

Norme richiamate

  • art. 11 d.P.R. 1199/1971

    La disposizione è richiamata quale base per la presentazione diretta del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

  • art. 9, comma 1, lettera f), legge 5 febbraio 1992, n. 91

    La norma costituisce il fondamento dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata dalla ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    La disposizione è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti e dei terzi.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità dell'interessata.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario, la sopravvenuta adozione di un provvedimento pienamente favorevole al ricorrente, che soddisfa la pretesa sostanziale dedotta in giudizio, determina la cessazione della materia del contendere e l'improcedibilità del ricorso.
  • Quando l'Amministrazione riesamina l'istanza, adotta il provvedimento richiesto e attribuisce al ricorrente il bene della vita perseguito, non è necessario procedere all'esame dei motivi rivolti contro il precedente diniego, essendo venuto meno l'interesse attuale alla decisione.

Improcedibilità del ricorso contro il diniego di cittadinanza italiana

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, si è pronunciato su un ricorso straordinario proposto da una cittadina straniera contro il Ministero dell'Interno per l'annullamento del decreto del 17 luglio 2020, con cui era stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91 del 1992.

Premesse e svolgimento del procedimento

Nel corso dell'esame del ricorso, la ricorrente ha prodotto nuovi elementi. Il Ministero dell'Interno ha quindi riaperto l'istruttoria sull'istanza originaria e, all'esito del riesame, ha adottato il 5 ottobre 2022 un decreto di concessione della cittadinanza italiana.

La cittadinanza è divenuta efficace per l'interessata dal 16 novembre 2022. L'Amministrazione ha pertanto chiesto che il ricorso fosse dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere.

Valutazione del Consiglio di Stato

Il Collegio ha ritenuto che il provvedimento sopravvenuto abbia integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale della ricorrente. La concessione della cittadinanza ha eliminato l'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego e ha determinato la cessazione della materia del contendere.

Non sono stati esaminati nel merito i motivi di ricorso, poiché il successivo provvedimento favorevole ha reso priva di utilità una pronuncia sull'illegittimità del diniego originario.

Esito

La Sezione ha espresso parere affinché il ricorso straordinario sia dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere.

Protezione dei dati personali

Il parere dispone l'oscuramento delle generalità e di ogni altro dato idoneo a identificare le parti e i terzi, richiamando l'art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 196 del 2003 e l'art. 10 del Regolamento (UE) 2016/679, a tutela dei diritti e della dignità dell'interessata.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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