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Ordinanza

Ordinanza n. 953/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento - della deliberazione della seduta plenaria del CSM del 3.12.2025, con la quale è stata approvata la proposta di conferimento dell’incarico di Presidente di Sezione della Corte di Appello di Reggio Calabria al dott. Daniele Cappuccio; - per quanto occorra, dell’articolo 16, lettera b), della Circolare del Csm del 3.12.2024 recante il “Nuovo testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria”, limitatamente alla parte in cui attribuirebbe valenza comparativa al criterio sub b), con effetto escludente della valutazione dei successivi criteri (affermando che “la differenza di durata tra tali esperienze assume valenza selettiva solo se superiore a quattro anni”); - ove occorra, della proposta della quinta commissione del CSM di attribuzione dell’incarico al dott. Daniele Cappuccio; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso e conseguenziale comunque lesivo per la parte ricorrente, incluso il decreto ministeriale di nomina, ove nelle more adottato.

Giustizia amministrativa202600265

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare, ritenendo che la controversia necessiti dell'approfondimento proprio della fase di merito. Nel bilanciamento degli interessi contrapposti, ha attribuito prevalenza all'interesse pubblico alla copertura dell'ufficio giudiziario, considerato funzionale alla continuità e all'efficienza dell'organizzazione della giustizia. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione plenaria del CSM recante la proposta di conferimento dell'incarico di Presidente di Sezione della Corte di Appello di Reggio Calabria ad altro magistrato, nonché gli atti presupposti e conseguenziali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la deliberazione del CSM del 3 dicembre 2025 relativa al conferimento di un incarico direttivo, contestando anche, ove occorrente, la disposizione della circolare del CSM sul Testo unico della dirigenza giudiziaria che attribuisce valenza comparativa e selettiva alla differenza di durata delle esperienze professionali superiore a quattro anni, nonché la proposta della competente commissione e gli eventuali atti conseguenziali, incluso il decreto ministeriale di nomina. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell'esecuzione degli atti impugnati. L'ordinanza non esamina nel merito i motivi di legittimità dedotti, rinviando l'approfondimento alla sede di merito.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nell'ambito della tutela cautelare prevista dall'art. 55 c.p.a.; il giudice ha negato la misura, ritenendo necessaria una cognizione più approfondita in sede di merito e prevalente l'interesse pubblico alla copertura dell'ufficio.

Massime di principio

  • Quando la controversia richiede un adeguato approfondimento incompatibile con la sommaria cognizione cautelare, il giudice può negare la misura cautelare e rimettere l'approfondimento delle questioni alla fase di merito.
  • Nel bilanciamento cautelare degli interessi, l'interesse pubblico alla tempestiva copertura di un ufficio giudiziario può prevalere sull'interesse individuale alla sospensione dell'atto di conferimento, ove sia collegato alla continuità e all'efficienza dell'organizzazione della giustizia.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareRapporto di impiego non privatizzato
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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