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Ordinanza

Ordinanza n. 117/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento prot. n. 59504 del 28 ottobre 2025 dello Sportello Unico per l’Immigrazione di -OMISSIS-, con il quale è stato disposto il rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202600183

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione aveva respinto la domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, ritenendo non congrua la capacità economica del datore di lavoro rispetto al numero delle istanze presentate. Dopo la notifica del rigetto, la ricorrente è stata assunta da un diverso datore di lavoro e ha comunicato tale sopravvenienza all’Amministrazione, chiedendo il riesame della propria posizione. In sede cautelare ha lamentato che lo Sportello Unico non avesse valutato il nuovo elemento rappresentato con l’istanza di riesame, nonostante l’obbligo previsto dall’art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 di considerare gli elementi sopravvenuti favorevoli al rilascio del permesso.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente un profilo di verosimile fondatezza, poiché l’Amministrazione non risultava avere valutato la nuova assunzione intervenuta dopo il provvedimento di rigetto e comunicata con richiesta di riesame. Il giudice ha ravvisato anche il periculum in mora: il diniego impediva alla ricorrente di svolgere regolarmente attività lavorativa e la esponeva al rischio di espulsione dal territorio nazionale. È stata quindi sospesa l’efficacia del provvedimento impugnato ai fini del riesame, ordinando allo Sportello Unico di riesaminare motivatamente la posizione entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Le spese della fase cautelare sono state compensate per il carattere interlocutorio della decisione. Il merito è stato fissato per l’udienza pubblica indicata nel dispositivo, la cui data appare anteriore rispetto a quella della camera di consiglio e non è pertanto ulteriormente valutabile sulla base del solo testo.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio

    In caso di rigetto della richiesta di permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve valutare gli elementi sopravvenuti che possano consentirne il rilascio; la mancata valutazione della nuova assunzione comunicata dall’interessata rende verosimilmente fondata la censura cautelare.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo e costituisce la base processuale della domanda di sospensione esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    È richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo al rilascio o alla conversione di un permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve valutare gli elementi sopravvenuti favorevoli al rilascio, anche se intervenuti dopo l’adozione del provvedimento di rigetto, quando siano stati rappresentati dall’interessato mediante una richiesta di riesame.
  • La mancata valutazione di una nuova assunzione, comunicata dall’interessato dopo il rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno, integra un profilo di verosimile fondatezza della censura cautelare per violazione dell’obbligo di esaminare i sopraggiunti nuovi elementi.
  • Il rigetto della conversione di un permesso di soggiorno può determinare un pregiudizio cautelativamente rilevante quando impedisca lo svolgimento regolare dell’attività lavorativa ed esponga lo straniero al rischio di espulsione.
  • Quando sussistano fumus boni iuris e periculum in mora, il giudice amministrativo può sospendere il diniego del permesso di soggiorno ai fini di un riesame motivato della posizione dell’interessato entro un termine assegnato all’Amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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