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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30444/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha dichiarato la nullità assoluta e insanabile del decreto di citazione per il giudizio di appello ai sensi dell'art. 179 c.p.p., ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Bologna per il prosieguo del procedimento.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Nullità della sentenza per omessa/irregolare notifica del decreto di citazione in appello all'imputata e al suo difensore. In data 30/05/2023 l'avv. Laura Ferraboschi riceveva via PEC due notifiche (una in proprio e una quale domiciliatario) il cui allegato riportava però il decreto di citazione relativo a un diverso imputato (Asta Luigi) e ad altro difensore (avv. Alessandro Giacosa). La difesa segnalava immediatamente la discrepanza al mittente; non risultano successive notifiche corrette. Si deduce che la notifica era inidonea a comunicare l'atto alla ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La nullità assoluta e insanabile ricorre quando la notificazione della citazione è omessa o quando, eseguita in forme diverse da quelle prescritte, è inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato.

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Il decreto di citazione per il giudizio di appello deve contenere i requisiti richiesti, richiamando le specifiche previste dall'art. 429 comma 1, lettere indicate.

  • art. 429 cod. proc. pen., comma 1, lett. a), d-bis), f) e g)

    Stabilisce i requisiti essenziali del decreto di citazione, tra i quali l'indicazione delle generalità dell'imputato, delle altre parti e dei difensori: la loro mancanza rende l'atto inidoneo.

  • art. 184 cod. proc. pen.

    Prevede la sanatoria per violazioni delle regole sulle modalità di esecuzione della notifica; tuttavia non opera quando la notifica è intrinsecamente inidonea a comunicare l'atto (caso di specie).

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 119 del 27/10/2004

    Conferma il principio secondo cui l'art. 179 c.p.p. comporta nullità assoluta quando la notifica è omessa o inidonea a determinare la conoscenza effettiva, distinguendo questi casi dalle mere violazioni formali suscettibili di sanatoria.

Massime di principio

  • La notifica della citazione in appello deve essere effettivamente idonea a comunicare l'atto all'imputato e al suo difensore; la mera ricezione formale non è sufficiente se l'allegato è relativo a un altro procedimento o altro soggetto.
  • Se il difensore riceve per PEC un atto che per intestazione riguarda il suo assistito ma l'allegato è riferito a terzi, è fondamentale segnalare tempestivamente l'errore al mittente e conservarne tracciabilità; tuttavia l'assenza di una successiva notifica corretta può comportare l'annullamento del procedimento.
  • La nullità prevista dall'art. 179 c.p.p. è assoluta e insanabile quando manca la conoscenza effettiva dell'atto; diversamente, le violazioni meramente formali delle modalità di notifica possono essere sanate ai sensi dell'art. 184 c.p.p.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe (i) verificare sempre il contenuto degli allegati PEC, (ii) comunicare immediatamente l'errore al mittente e chiedere la regolare notificazione, (iii) documentare ogni comunicazione e, se non segue regolarizzazione, proporre impugnazione per nullità per mancata notifica efficace.
  • Il risultato pratico di una notifica effettivamente inesistente o inidonea può essere l'annullamento della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti al giudice d'appello per il prosieguo, con possibile rinnovazione del giudizio in grado di appello.

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