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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30069/2025 del 01/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello per due motivi principali: (1) violazione di norme procedurali e delle prerogative difensive per aver trattato il giudizio in forma cartolare nonostante la tempestiva richiesta, tramite PEC del 9 dicembre 2024, di trattazione orale dell'udienza fissata per l'8 gennaio 2025 (mancata traduzione dell'imputato detenuto, assenza del difensore in udienza e impossibilità di svolgere conclusioni); (2) manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione in ordine al capo di lesioni personali, essendovi contrasti tra la versione della persona offesa e quella dei testi oculari che negavano condotte aggressive del ricorrente, oltre alla prospettazione che le lesioni fossero consequenziali alla caduta provocata dal placcaggio e non da un'azione volontaria dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (violazione del diritto di partecipazione e del contraddittorio per la mancata celebrazione dell'udienza richiesta oralmente dalla difesa). Dopo aver ricostruito che la richiesta di trattazione orale era stata inviata tempestivamente entro il termine di quindici giorni previsto dall'art. 598-bis cod. proc. pen., la Corte ha aderito all'orientamento giurisprudenziale che considera l'omessa celebrazione dell'udienza partecipata, nonostante la rituale richiesta, causa di nullità assoluta e insanabile. Perciò ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Messina. Il secondo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    termine di quindici giorni dalla notifica dell'avviso di fissazione del giudizio di appello

    La norma disciplina la procedura cartolare d'appello e stabilisce il termine per chiedere la trattazione orale; una richiesta tempestiva valida effettuata attraverso i canali telematici (PEC) impone la celebrazione partecipata dell'udienza, salvo che non sia legittimamente rinunciata, e la sua violazione può dare luogo a nullità.

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla tutela del contraddittorio: l'assenza del difensore in un procedimento che richiede la sua presenza può integrare una nullità per violazione del diritto di difesa.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel contesto delle nullità intermedie o generali derivanti da violazioni del contraddittorio, a seconda dell'indirizzo giurisprudenziale applicabile.

  • art. 179, comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamata dalla giurisprudenza che considera assoluta la nullità quando manca la presenza obbligatoria del difensore o l'avviso al difensore di fiducia in casi previsti.

  • art. 182, comma 2 cod. proc. pen.

    il ricorso per cassazione è il "primo atto successivo"

    Usata per stabilire termini di tempestività della deduzione del vizio: la sentenza è l'atto da cui scaturisce la conoscenza legale del rigetto dell'istanza di trattazione in presenza; il ricorso per cassazione può dunque essere considerato atto utile per dedurre il vizio quando non vi sia prova di precedente conoscenza.

  • art. 111 Cost.

    Riferimento costituzionale al principio del giusto processo e del contraddittorio come cardini del sistema accusatorio.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato come parametro sovranazionale che tutela il diritto ad un equo processo e al contraddittorio; la violazione può integrare vizio di nullità.

  • Direttiva (UE) 2016/343, Considerando n. 35

    Il diritto degli indagati e imputati di presenziare al processo non è assoluto: a determinate condizioni, gli indagati e imputati dovrebbero avere la possibilità di rinunciarvi, autorizzatamente o tacitamente, purché in modo inequivocabile

    La Direttiva è richiamata per ricordare che la presenza al processo può essere tacitamente rinunciata solo in modo inequivocabile; in assenza di prova di tale rinuncia, la mancata celebrazione partecipata, nonostante la richiesta, è censurabile.

Massime di principio

  • Se la difesa presenta tempestiva richiesta di trattazione orale dell'appello (entro il termine previsto dall'art. 598-bis) e ciò risulta dagli atti, la celebrazione cartolare non sostituisce la trattazione partecipata: la Corte può ritenere la violazione una nullità assoluta e insanabile.
  • La tempestività della deduzione della nullità può essere valutata anche con riferimento al momento in cui la difesa ha legale conoscenza del rigetto (la sentenza di merito); il ricorso per cassazione può essere atto utile a dedurre il vizio se non risulta prova di precedente conoscenza.
  • Esistono orientamenti contrastanti: alcune pronunce richiedono l'eccezione immediata in udienza, altre (come qui) riconoscono nullità assolute che possono essere rilevate anche in sede di cassazione quando la richiesta orale fosse stata tempestiva e documentabile.
  • Pratiche difensive raccomandate: inviare la richiesta di trattazione orale con PEC all'indirizzo indicato nell'avviso e conservare ricevute e ricevute di consegna; segnalare subito in udienza la mancata celebrazione partecipata; se l'imputato è detenuto, provvedere tempestivamente alla richiesta di traduzione/assistenza e documentarne le istanze.
  • In contestazioni sul fatto (es. lesioni) la Corte d'appello deve motivare in modo analitico il giudizio di responsabilità confrontando elementi di prova contrastanti; omissioni di tale tipo possono essere dedotte in gravame, ma potrebbero risultare assorbite se viene accertata una nullità procedurale sopravveniente.

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