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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7811/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Potenza che, in sede di riesame, aveva annullato la convalida del sequestro preventivo per equivalente di euro 44.000 disposto dal Pubblico ministero (ex art. 321, comma 3-bis c.p.p.) ritenendo "inutilizzabili" tutti gli atti di indagine prodotti a sostegno della misura per essere stati compiuti oltre i termini delle indagini preliminari (termine ordinario di sei mesi ex art. 405 c.p.p. e termine fissato dal GIP ex art. 409, comma 4 c.p.p.). Il ricorrente ha dedotto la violazione di legge nella declaratoria di inutilizzabilità, sostenendo che numerosi atti erano invece compiuti entro i termini (denunce-querele del 21/11/2019; consulenza tecnica del PM depositata il 24/07/2021; atti di PG richiesti il 07/01/2020 e trasmessi il 31/07/2021) e che gli accertamenti patrimoniali finalizzati all'individuazione del profitto del reato, svolti dopo la scadenza, sono utilizzabili ai fini del sequestro. Ha inoltre censurato la mancanza di motivazione del Tribunale sulla sussistenza del fumus commissi delicti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha escluso la tardività del ricorso e ha annullato l'ordinanza impugnata. Ha affermato che la declaratoria di inutilizzabilità va riferita alla data di compimento di ciascun atto e non al deposito dell'informativa che li riassume; ha inoltre chiarito che gli accertamenti patrimoniali finalizzati a individuare i beni da sottoporre a sequestro sono utilizzabili anche se eseguiti dopo la scadenza del termine delle indagini preliminari. Poiché il Tribunale aveva dichiarato inutilizzabili "tutti" gli atti senza valutare quelli effettivamente utilizzabili (es. denunce, consulenza tecnica, attività svolte nei termini e accertamenti patrimoniali), la sentenza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Potenza per nuovo giudizio (ai sensi dell'art. 324, comma 5 c.p.p.), che dovrà verificare la sussistenza del fumus commissi delicti alla luce degli atti utilizzabili.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Consente al Pubblico ministero il sequestro d'urgenza (sequestro preventivo operato dal PM) che poi deve essere convalidato; la convalida può fondarsi su atti di indagine utili e tempestivi

  • art. 405, cod. proc. pen.

    Fissa la durata ordinaria delle indagini preliminari in sei mesi; atti compiuti oltre tale termine possono essere soggetti al regime di inutilizzabilità salvo eccezioni previste dalla giurisprudenza

  • art. 409, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente al GIP di fissare un termine per l'effettuazione di ulteriori indagini; anche qui rileva la data di compimento dei singoli atti rispetto al termine fissato

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Stabilisce la competenza del giudice a cui la Cassazione rinvia per nuovo giudizio dopo annullamento

  • Sez. 6, n. 12104 del 05/03/2020 (Sautto) e Sez. 5, n. 19553 del 25/03/2014 (Naso)

    Principio di diritto richiamato secondo cui, ai fini dell'inutilizzabilità, conta la data di compimento dei singoli atti di indagine e non la data di deposito dell'informativa che li riassume

  • Sez. 4, n. 10208 del 29/01/2020 (Barbanti) e Sez. 6, n. 35376 del 28/05/2008 (D'Emanuele)

    Giurisprudenza che ammette l'utilizzabilità degli accertamenti patrimoniali eseguiti dopo la scadenza dei termini delle indagini quando sono finalizzati all'individuazione dei beni da sottoporre a sequestro preventivo

Massime di principio

  • La valutazione di "inutilizzabilità" degli atti per scadenza dei termini va fatta atto per atto: conta la data in cui ciascun accertamento è stato effettivamente compiuto, non la data di deposito dell'informativa che lo riassume.
  • Gli atti documentali e le denunce presentate entro il termine ordinario delle indagini sono utilizzabili anche se il loro riepilogo o deposito avviene successivamente.
  • Gli accertamenti patrimoniali finalizzati all'individuazione del profitto del reato possono essere utilizzati per disporre il sequestro preventivo anche se svolti dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari.
  • Il giudice che annulla per inutilizzabilità deve selezionare e motivare quali atti siano realmente inutilizzabili e quali no; non è ammissibile una declaratoria generale su "tutti" gli atti se vi sono elementi compiuti nei termini.
  • In caso di impugnazione di provvedimenti cautelari reali, la correttezza del calcolo dei termini (anche tenendo conto di sospensioni legislative e dei giorni festivi/feriali) va verificata prima di dichiarare la tardività o l'inutilizzabilità.
  • Quando sussistono atti utilizzabili che possono fondare il fumus commissi delicti, il giudice deve motivare specificamente la valutazione sulla sussistenza del fumus alla luce di quegli atti.

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