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Sentenza

Sentenza del 13/10/2021 n. 1243 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha impugnato il silenzio-rifiuto del Comune rispetto all'istanza di rimborso delle maggiori imposte ICI, IMU e TASI relative alle annualità 2009-2014, sostenendo che l'area era stata tassata come edificabile pur essendo, a suo avviso, non edificabile. Chiedeva l'annullamento del silenzio-rifiuto e il rimborso delle somme versate sulla base di una presunta errata qualificazione urbanistica o di valore.

La decisione

La Commissione ha rigettato l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto che il terreno fosse edificabile in base alla variante al P.R.G. del 2004 (classificazione in zona I/C e successivamente in zona D2) e ha applicato il principio consolidato dalla giurisprudenza (Cass. SS.UU. 25506/2006) secondo cui l'edificabilità si desume dalla qualificazione urbanistica attribuita nel piano regolatore comunale. Il contribuente non ha dimostrato di essere coltivatore diretto né ha prodotto una dichiarazione rettificativa del valore catastale (130 euro/mq) presentata nel 2004; pertanto non ha diritto al rimborso. La perizia prodotta nel giudizio non è idonea a sanare l'omessa rettifica dichiarativa. Spese compensate tra le parti per il carattere interpretativo della controversia; ammesso il patrocinio a spese dello Stato per il contribuente.

Norme richiamate

  • Cass. SS.UU. sentenza 25506/2006

    „ln tema di ICI ... l'edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, dev'essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della Regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi."

    La Corte ha stabilito che l'edificabilità si ricava dalla qualificazione urbanistica comunale (PRG), prevalendo rispetto ad altre circostanze; pertanto la qualificazione comunale rende applicabile il criterio del valore venale per la base imponibile.

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (ICI) - art. 2, comma 1, lett. b)

    La norma definisce i casi di non fabbricabilità dei terreni (es. terreni posseduti e condotti da soggetti indicati all'art.9 comma 1 con utilizzo agro-silvo-pastorale). La Commissione ha ritenuto la norma non applicabile perché il contribuente non ha dimostrato lo status di coltivatore diretto.

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (ICI) - art. 10, comma 4

    „I soggetti passivi devono dichiarare gli immobili posseduti ... La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta; in tal caso il soggetto interessato è tenuto a denunciare ... le modificazioni intervenute, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui le modificazioni si sono verificate."

    L'obbligo di aggiornare la dichiarazione grava sul contribuente: la mancata presentazione di una dichiarazione rettificativa impedisce di ottenere rimborsi per indebiti basati su modifiche del valore o della qualificazione.

  • decreto legge 30 settembre 2005, n. 203 (art. 11 quaterdecies, comma sedicesimo) e decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 (art. 36, comma 2)

    Norme citate come fonte dell'interpretazione autentica richiamata dalla Cassazione: contribuiscono a chiarire che la qualificazione urbanistica comunale è rilevante per l'edificabilità ai fini dell'ICI/IMU.

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - art. 15, comma 2

    Prevede la possibilità di compensazione delle spese processuali; la Commissione ha compensato le spese ritenendo la controversia fondata sull'interpretazione normativa.

Massime di principio

  • L'edificabilità di un terreno, ai fini fiscali (ICI/IMU/TASI), si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore comunale: se il PRG classifica il terreno come edificabile, il criterio di imposizione basato sul valore venale è applicabile anche se non vi sono strumenti attuativi regionali o urbanistici successivi.
  • Il contribuente che contesta la qualificazione o il valore imputato al terreno deve provare lo status che giustificherebbe la non edificabilità (es. essere coltivatore diretto) e/o presentare la dichiarazione rettificativa prevista dalla normativa tributaria; la mera perizia prodotta in giudizio non supplisce all'obbligo dichiarativo.
  • La dichiarazione iniziale ha efficacia per gli anni successivi salvo che il contribuente notifichi, nei termini previsti, le modifiche che incidono sull'imposta: senza tale rettifica formale difficilmente si ottengono rimborsi.
  • L'onere della prova grava sul contribuente: occorre documentare in modo adeguato e tempestivo la diversa natura o il diverso valore del terreno (iscrizione INPS quale coltivatore, atti urbanistici contrari, documenti certificati, ecc.).
  • In controversie fondate principalmente su questioni di interpretazione della norma è possibile la compensazione delle spese processuali tra le parti.

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