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Sentenza

Sentenza del 13/10/2021 n. 3715 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Accertamento tributario per la rinuncia, da parte di socie interposte (moglie e figlia), di crediti professionali vantati da R. B. nei confronti della società e la successiva capitalizzazione di tali somme mediante aumento di capitale; l'Ufficio aveva qualificato l'operazione come elusiva e aveva applicato la teoria dell"incasso giuridico, recuperando la ritenuta d'imposta dovuta e irrogando sanzioni sia alla società che al socio.

La decisione

I giudici di merito hanno confermato l'avviso di accertamento. Hanno ritenuto che l'operazione articolata (cessione quote a prossimi congiunti insieme al credito, rinuncia del credito, aumento di capitale e successivo riacquisto delle azioni) fosse preordinata a ottenere un indebito vantaggio fiscale e costituisse elusione. È stato applicato il principio dell"incasso giuridico: la rinuncia del credito e la sua trasformazione in patrimonio sociale sono equivalenti all"incasso del compenso ai fini fiscali; conseguentemente la società è stata ritenuta tenuta alla ritenuta e sono state confermate le sanzioni. Appello rigettato; condanna alle spese in favore dell'Agenzia delle Entrate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis L. 212/2000 (abuso/elusione fiscale)

    L'Ufficio ha qualificato l'operazione come elusiva ai sensi di tale norma, ritenendo che le operazioni avevano lo scopo principale di ottenere un vantaggio fiscale indebito.

  • art. 88 TUIR (ex art. 55, disciplina sopravvenienze e rinuncia crediti soci)

    La giurisprudenza è stata richiamata per distinguere quando la rinuncia sia mera patrimonializzazione non tassabile e quando invece costituisca uso del credito imponibile per il socio; i giudici hanno ritenuto applicabile il principio che l'utilizzazione del credito a patrimonio equivale a incasso giuridico.

  • art. 94 TUIR (regole sulla determinazione del reddito e valore fiscale della partecipazione)

    Richiamato in combinazione per sostenere che la rinuncia incrementa il valore fiscale della partecipazione e può avere effetti fiscali in capo al socio.

  • art. 25 DPR 600/1973 (ritenute alla fonte)

    Applicazione della ritenuta fiscale a fronte dell"incasso giuridico del compenso; la società è stata ritenuta sostituto d'imposta e quindi tenuta ad applicare/versare la ritenuta.

  • art. 52 comma 3 DPR 633/1972 (segreto professionale)

    Gli appellanti hanno contestato l'utilizzo di email coperte da segreto professionale; il giudice ha considerato le email acquisite dalla società e ritenuto non decisiva la censura, senza escludere la rilevanza dei messaggi nel valutare la preordinazione dell'operazione.

  • art. 9 D.Lgs. 471/1997 (concorso nelle violazioni)

    Contestata la responsabilità del professionista che aveva assistito il socio; parte del professionista ha aderito al contesto sanzionatorio pagando la somma richiesta.

Massime di principio

  • La rinuncia di un credito da parte del socio che viene utilizzata per patrimonializzare la società può essere considerata, ai fini fiscali, equivalente all'incasso del compenso: ciò può comportare l"imputazione del reddito al socio e l"obbligo in capo alla società di operare ritenute.
  • Operazioni articolate e temporaneamente interposte a familiari, seguite da rapido riacquisto delle partecipazioni, sono indizi forti di elusione e indeboliscono la tesi della valida ragione economica extrafiscale.
  • La prova dell'intento elusivo può essere desunta anche da documentazione interna e messaggi tra contribuente e consulente che dimostrino preordinazione della manovra; obiezioni processuali relative alla segretezza professionale possono non valere se i documenti sono stati acquisiti legittimamente dalla società.
  • Le censure procedurali di tipo formale (es. domanda/questionario, delega firmataria) difficilmente fanno decadere l'accertamento in assenza di norma specifica che imponga determinati allegati.
  • Per evitare rischi, quando si intende patrimonializzare una società tramite rinuncia di crediti professionali occorre valutare preventivamente l"impatto fiscale: strutture alternative e trasparenza (motivazioni economiche non fiscali, assenza di interposizione familiare, documentazione che giustifichi l"operazione) riducono il rischio di qualificazione elusiva.
  • La distinzione tra rinuncia in conto capitale (potenzialmente non sopravvenienza) e rinuncia che equivale a utilizzo del credito è fattuale: le modalità e le conseguenze economiche reali determinano l"inquadramento fiscale.

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