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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24544/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per inammissibilita' e vizio di motivazione in ordine alla disponibilita' dell'immobile confiscato (appartamento e box in Canonica d'Adda) che, sebbene intestato alla ricorrente, sarebbe di fatto riconducibile al marito condannato Reggio Roberto. La ricorrente deduceva mancanza, contraddittorieta' e manifesta illogicita' della motivazione del Tribunale circa l'esistenza di una intestazione fittizia/fiduciaria a favore della moglie; sosteneva che la cessione della quota del 50% era stata effettuata a titolo non gratuito e in adempimento di obblighi di mantenimento, che non vi erano elementi che provassero la fittizieta' della residenza del Reggio o la coabitazione persistente, e che le circostanze richiamate dal Tribunale (sproporzione tra tenore di vita e redditi, progetto di vendita del 2018, uso dell'immobile) non provavano la concreta disponibilita' del bene da parte del reo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato i principi applicati dal Tribunale: la confisca per equivalente richiede che il bene sia nella disponibilita' sostanziale del reo e, in caso di intestazione fittizia, il giudice deve accertare un collegamento concreto tra il bene e il reo mediante elementi dotati dei requisiti di gravita', precisione e concordanza. Il Collegio ha ritenuto che tali elementi erano stati forniti nel caso concreto (capacità del Reggio di determinarne destinazione ed uso, abitazione nell'immobile, progetto di vendita nel 2018 ecc.), supportando la ricostruzione della disponibilita' effettiva del bene a favore del condannato. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 676 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'opposizione ai provvedimenti di sequestro; richiamata come base procedurale dell'opposizione che era stata rigettata dal GIP

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato quale ulteriore fondamento procedurale connesso alla impugnazione avverso misure cautelari reali

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma sulle modalita' di enunciazione del motivo in cassazione; richiamata per limitare l'esposizione del motivo ai fini della motivazione della Corte

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e al pagamento di somme a favore della Cassa delle ammende; applicata per condannare la ricorrente al pagamento di spese e 3.000 euro

Massime di principio

  • La confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e quindi puo' colpire solo beni che sono nella disponibilita' effettiva del reo; non si richiede la titolarita' formale ma la disponibilita' di fatto
  • In caso di intestazioni a terzi (presunta intestazione fittizia o fiduciaria) il giudice deve accertare il collegamento concreto tra il bene e il reo mediante elementi fattuali muniti dei requisiti di gravita', precisione e concordanza; mere circostanze indiziarie o affermazioni assertive non bastano
  • La nozione di 'disponibilita'' ai fini del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente non coincide con la proprieta' civilistica: rilevano il possesso, l'uso effettivo, la capacita' di determinare destinazione e impiego del bene
  • Elementi come la convivenza, l'abitazione nel bene, operazioni o progetti di vendita posti in essere dal reo, o il fatto che il terzo abbia agito per salvaguardare interessi del reo, sono indici importanti per ritenere l'interposizione fittizia se adeguatamente provati
  • Le questioni probatorie relative alla disponibilita' effettiva del bene attengono al merito e, se il giudice di merito ha motivato in modo congruo e supportato da elementi, la Cassazione puo' dichiarare il ricorso inammissibile quando l'impugnazione mira solo a rimettere in discussione valutazioni di fatto

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