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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30972/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la disciplina del giudizio di rinvio limitato alla sola rideterminazione della pena per il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p. e rigettando la doglianza sulla prescrizione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Bologna, in sede di rinvio disposto dalla Cassazione, aveva riconosciuto la circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p. e rideterminato la pena in anni uno e mesi quattro di reclusione, riducendo anche le pene accessorie fallimentari a tre anni. I ricorrenti hanno impugnato la decisione deducendo un vizio di motivazione in relazione alla prescrizione del reato, sostenendo che il termine prescrizionale fosse maturato dopo il deposito dei motivi di appello, ma prima della decisione del giudice del rinvio. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che l'annullamento con rinvio era intervenuto solo sulla circostanza attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p., mentre nel resto la condanna era divenuta definitiva; inoltre, la prescrizione non era maturata alla data della sentenza di appello in rinvio, tenuto conto della decorrenza dal fallimento, dell'aggravante ad effetto speciale del danno patrimoniale di rilevante gravità, delle cause interruttive e dei periodi di sospensione. Ha inoltre ribadito che, quando l'annullamento con rinvio non riguarda l'affermazione di responsabilità, nel giudizio di rinvio non decorrono ulteriormente i termini di prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 6 c.p.

    L'attenuante del risarcimento o della riparazione del danno è stata riconosciuta in sede di rinvio e ha inciso sulla rideterminazione della pena.

  • artt. 110 c.p., 216, comma 1, n. 1, 219, comma 1, 223, comma 1 legge fall.

    Sono le norme che individuano il reato di bancarotta fraudolenta ascritto ai ricorrenti, commesso in concorso e nell'ambito della disciplina fallimentare.

  • artt. 157 e 160 c.p.

    Richiamati per il calcolo del termine di prescrizione, comprensivo di aumento per gli atti interruttivi e della sospensione del corso prescrizionale.

  • art. 219 legge fall.

    Richiamato come aggravante ad effetto speciale per il danno patrimoniale di rilevante gravità, rilevante ai fini della prescrizione e della pena.

Massime di principio

  • Quando l'annullamento con rinvio è limitato a un profilo diverso dall'affermazione di responsabilità, il capo relativo alla colpevolezza diventa definitivo e nel successivo giudizio di rinvio non decorrono ulteriormente i termini di prescrizione.
  • Ai fini del calcolo della prescrizione, occorre considerare non solo la pena base ed eventuali aggravanti ad effetto speciale, ma anche gli aumenti derivanti dagli atti interruttivi e gli eventuali periodi di sospensione del corso del tempo.
  • La deduzione della prescrizione è manifestamente infondata se, al momento della decisione impugnata, il termine massimo non risultava ancora decorso alla luce del regime sanzionatorio concretamente applicabile.
  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo che contesti la prescrizione sulla base di presupposti incompatibili con il perimetro dell'annullamento con rinvio già disposto dalla Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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