Cassazione Penale, Ordinanza n. 35420/2026 del 06/10/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la Corte d'appello avesse ricostruito i fatti mediante una valutazione globale delle prove e un apparato argomentativo puntuale e logico, non censurabile in sede di legittimità. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza del 15 gennaio 2026 della Corte d'appello di Napoli, che lo aveva condannato per il reato previsto dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. Con l'unico motivo ha contestato la ritenuta sussistenza della responsabilità, prospettando una ricostruzione alternativa dei fatti. La Cassazione ha rilevato che le doglianze chiedevano una non consentita nuova lettura degli elementi probatori e non si confrontavano concretamente con le prove e con le valutazioni di merito della Corte d'appello.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990
Visti gli atti e la sentenza impugnata (condanna per il reato di cui all'art. 73, co. 5, d.P.R. 309/1990);
La disposizione individua il reato per il quale l'imputato era stato condannato; la decisione di cassazione non ne interpreta gli elementi costitutivi, ma dichiara inammissibile la censura sulla responsabilità.
Massime di principio
- È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che, contestando la responsabilità, sollecita una rilettura degli elementi probatori o propone una ricostruzione alternativa dei fatti senza confrontarsi realmente con le prove e con le argomentazioni della decisione impugnata.
- La valutazione globale delle prove e la ricostruzione dei fatti sorrette da un apparato argomentativo puntuale e logico costituiscono apprezzamenti di merito non censurabili in sede di legittimità.
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