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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08740/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che lo aveva condannato per detenzione e cessione di sostanza stupefacente a fini di lieve entità. Ha dedotto, con un primo motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità, sostenendo che la credibilità dei testi non fosse stata adeguatamente valutata e che, in particolare, il teste Fiore avrebbe dovuto essere sentito con le garanzie difensive. Con un secondo motivo ha denunciato la violazione della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio, contestando la tenuta della ricostruzione probatoria. Nel testo è indicato che il ricorrente ha anche depositato memoria difensiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze investissero profili di valutazione della prova e di ricostruzione del fatto riservati al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità quando la motivazione sia congrua e logicamente esauriente. Ha inoltre richiamato la valutazione della Corte d'appello, secondo cui non risultavano elementi in atti né allegazioni difensive idonee a mettere in dubbio la ricostruzione accusatoria: la sostanza sarebbe stata acquistata dal teste Fiore per una successiva cessione a terzi, i soggetti acquirenti avevano descritto il fornitore in modo coerente con l'imputato e lo avevano riconosciuto mediante riconoscimento fotografico, sicché i fatti erano stati ritenuti provati oltre ogni ragionevole dubbio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    Disposizione sanzionatoria per la detenzione/cessione di stupefacenti in ipotesi di lieve entità; costituisce il titolo di reato oggetto della condanna confermata in appello.

  • regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio

    La Corte richiama il criterio di giudizio come parametro di sufficienza della prova valorizzato dalla Corte d'appello nel ritenere dimostrati i fatti ascritti.

  • Cassa delle ammende

    Somma disposta a carico del ricorrente in conseguenza della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che mirino a una nuova valutazione del materiale probatorio o a una diversa ricostruzione del fatto, trattandosi di attività riservate al giudice di merito.
  • La motivazione del giudice di merito è insindacabile in cassazione quando sia congrua, esauriente e idonea a spiegare il percorso logico-giuridico seguito per pervenire alla decisione.
  • La deduzione di una violazione della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio non è ammissibile se, in realtà, si risolve nella contestazione dell'apprezzamento delle prove compiuto dal giudice di merito.
  • Quando la decisione di merito abbia valorizzato dichiarazioni convergenti della persona acquirente, una descrizione del fornitore compatibile con l'imputato e un riconoscimento fotografico, la ricostruzione accusatoria può ritenersi sorretta da motivazione logicamente adeguata e quindi non censurabile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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