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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36226/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Antonino Meci era stato condannato dal Tribunale di Lecco e confermato dalla Corte d'Appello di Milano per furto aggravato dalla destrezza: aveva sottratto 30 euro custoditi in un marsupio all'interno del furgone di Giampiero Nucera approfittando di un momento di distrazione. Il ricorso di cassazione deduceva tre motivi: 1) violazione di legge processuale per il mancato rinvio nonostante un'istanza di legittimo impedimento del difensore inviata via fax; 2) vizio di attribuzione dell'identità dell'autore del furto (insufficienza delle prove sull'identificazione); 3) doglianza sulla sussistenza dell'aggravante della destrezza, sostenendo che il comportamento fosse mera approfittamento di distrazione e non manifestazione di particolare abilità.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Primo motivo: dichiarato inammissibile per genericità e perché il ricorrente non ha provato la ricezione/transmissione del fax (onere di verificarne l'arrivo); secondo motivo: manifestamente infondato, con richiamo al divieto per la Cassazione di una rinnovata valutazione del merito probabilistico delle prove salvo manifesta illogicità; terzo motivo: accolto. La Corte ha annullato la sentenza limitatamente al riconoscimento dell'aggravante della destrezza, rilevando che i giudici di merito non hanno adeguatamente valutato se vi fosse stata una "particolare abilità, astuzia o avvedutezza" così come chiarito dalle Sezioni Unite (Quarticelli). Rinvia il giudizio alla Corte d'Appello per nuovo esame unicamente sul punto dell'aggravante, secondo i criteri delle Sezioni Unite.

Norme richiamate

  • art. 150 cod. proc. pen.

    Richiamato nel dibattito giurisprudenziale per affermare che la forma telematica (fax) è riservata ai funzionari di cancelleria; alcuni indirizzi escludono l'applicabilità automatica del fax per gli atti delle parti

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Ricordato come norma che disciplina il deposito in cancelleria delle memorie e richieste delle parti, alternativa all'inoltro via fax

  • Sez. U, n. 34090 del 27/4/2017 (Quarticelli)

    Principio nomofilattico richiamato: l'aggravante della destrezza richiede che l'agente abbia posto in essere, prima o durante l'impossessamento, una condotta caratterizzata da particolare abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore; non è sufficiente il mero approfittamento di una disattenzione non provocata

  • Sez. 5, n. 536 del 24/10/2016 (Amarandei)

    Orientamento giurisprudenziale che ammette l'inoltro via fax dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento purché la comunicazione sia tempestiva e inviata al fax della cancelleria, vincolando il giudice a pronunciarsi

  • Sez. F, n. 45720 del 27/8/2019 (Matei) e Sez. 1, n. 1904 del 16/11/2017 (Deriù)

    Orientamento che ammette l'uso del fax ma impone alla parte l'onere di accertare e, se necessario in sede di impugnazione, provare il regolare arrivo e l'inoltro tempestivo del fax; in mancanza la richiesta può essere considerata non ricevuta

Massime di principio

  • Aggravante della destrezza: per configurarla non basta l'idea che l'autore abbia approfittato di una distrazione della vittima; è necessario provare una condotta dotata di particolare abilità, astuzia o avvedutezza, posta in essere prima o durante l'impossessamento, idonea a eludere la sorveglianza sulla cosa
  • Invio di istanze via fax: sebbene non escluso in via assoluta, l'inoltro telematico da parte delle parti comporta l'onere di verificare e, se necessario, dimostrare la effettiva ricezione da parte della cancelleria; senza tale prova la domanda può essere dichiarata inammissibile
  • Controverse sull'identificazione e valutazione delle prove: in Cassazione è preclusa la riconsiderazione libera del merito probatorio; il ricorrente deve dimostrare manifesta illogicità, contraddittorietà o insufficienza manifesta della motivazione per ottenere accoglimento
  • Effetto della remissione di querela e procedibilità: la presenza di un'aggravante che rende il reato perseguibile d'ufficio può rendere irrilevante la remissione della querela; se l'aggravante viene disconosciuta in sede di legittimità o rinvio, va valutata nuovamente la rilevanza della remissione per la procedibilità
  • Strategia difensiva consigliata: conservare e produrre prove della trasmissione/avvenuta ricezione di comunicazioni telematiche alla cancelleria (ricevute fax, PEC quando ammessa), e sollevare in modo circostanziato argomenti volti a dimostrare la mancanza degli elementi normativamente necessari per aggravanti come la destrezza

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