Cassazione Civile, Ordinanza n. 18511/2025 del 07/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (impresa)
La controversia
La controversia nasce da un contratto di subappalto per lavori di scavo. Una parte otteneva un decreto ingiuntivo per il saldo di Euro 10.000 relativo alle opere eseguite; l'altra proponeva opposizione deducendo che l'appaltatrice/subappaltatrice non aveva ultimato i lavori nei tempi pattuiti e che egli era stato costretto a completarli direttamente, chiedendo anche il risarcimento del danno pari a quanto speso per l'esecuzione sostitutiva. Il Tribunale accoglieva l'opposizione sul credito monitorio e rigettava la domanda risarcitoria. La Corte d'appello confermava, ritenendo non provato il credito e reputando generici e non decisivi i capitoli di prova testimoniale, oltre a confermare il rigetto della domanda risarcitoria per difetto di prova. In cassazione la ricorrente denunciava violazione degli artt. 24 e 111 Cost. e degli artt. 115, 116, 177, 187, 188, 189 e 244 c.p.c., sostenendo che la Corte d'appello, pur avendo riconosciuto l'erronea esclusione di un teste da parte del Tribunale, aveva illegittimamente negato l'ammissione della prova testimoniale per asserita genericità dei capitoli, senza considerare che tali capitoli erano funzionali a dimostrare l'effettiva esecuzione delle opere e che eventuali precisazioni temporali e spaziali avrebbero potuto essere richieste in sede di escussione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Lecce in differente composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Ha ritenuto erroneo il giudizio di inammissibilità/genericità della prova testimoniale espresso dal giudice di merito, osservando che i capitoli di prova, almeno in parte, erano pertinenti alla dimostrazione dell'esecuzione dei lavori e che la specificazione di dettagli ulteriori poteva essere acquisita mediante domande chiarificatrici al teste da parte del giudice o dei difensori. La Corte ha quindi censurato l'inammissibile giudizio prognostico sulla deposizione del teste e la conseguente compressione del diritto di difesa della parte che intendeva assolvere l'onere probatorio.
Norme richiamate
art. 24 Cost.
richiamato quale parametro costituzionale a tutela del diritto di difesa, ritenuto compresso dall'ingiustificata esclusione della prova testimoniale
art. 111 Cost.
richiamato quale parametro del giusto processo e della corretta formazione della prova
evocato nel motivo di ricorso in relazione alla valutazione della prova
evocato nel motivo di ricorso in relazione alla valutazione della prova
evocato nel motivo di ricorso in relazione ai poteri del giudice nella fase istruttoria
evocato nel motivo di ricorso in relazione alla trattazione e istruzione della causa
evocato nel motivo di ricorso in relazione alla trattazione e istruzione della causa
evocato nel motivo di ricorso in relazione alla trattazione e istruzione della causa
evocato nel motivo di ricorso quale norma sulla prova testimoniale e sulla specificità dei capitoli
art. 360, primo comma, nn. 3 e 5, c.p.c.
richiamato come base del vizio dedotto per violazione di legge e vizio motivazionale
art. 253, secondo comma, c.p.c.
"Il giudice, usando delle facoltà concessegli dall'art. 253, secondo comma, c.p.c., può rivolgere di ufficio o su istanza di parte tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti sui quali il teste è chiamato a deporre"
il giudice della prova orale ha il potere-dovere di formulare domande chiarificatrici per circostanziare i fatti oggetto di prova
richiamato per affermare che la mancata ammissione di un mezzo istruttorio non può tradursi in una indebita conseguenza sfavorevole per la parte che aveva offerto di assolvere l'onere probatorio
Massime di principio
- In materia di prova testimoniale, l'onere di specificazione dei capitoli non impone alla parte di indicare ogni dettaglio fattuale, essendo sufficiente che i fatti siano esposti nei loro elementi essenziali e siano idonei a circostanziare la deposizione.
- La verifica della specificità e rilevanza dei capitoli di prova testimoniale non va compiuta in modo meramente letterale, ma tenendo conto del complesso degli atti di causa e della possibilità di chiarimenti in sede di assunzione della prova.
- Il giudice non può respingere la prova testimoniale con un giudizio prognostico sulla sua futura attendibilità o completezza, se i capitoli sono comunque funzionali a provare il fatto principale dedotto in giudizio.
- Nel raccogliere la prova orale, il giudice ha un ruolo attivo e può/deve porre domande chiarificatrici per acquisire gli elementi necessari alla decisione, senza però supplire all'assoluta carenza di allegazione della parte.
- La mancata ammissione di una prova testimoniale rilevante può integrare vizio della decisione quando impedisca alla parte di dimostrare il proprio credito o la propria difesa, con conseguente lesione del diritto di difesa e dell'onere probatorio.
- rami
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