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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05340/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Napoli che aveva confermato la condanna di primo grado per il reato di cui all'art. 4 della legge n. 110 del 1975. Con il primo motivo deduceva vizio di motivazione, sostenendo che il giudice di appello avesse recepito acriticamente la decisione di primo grado. Con il secondo motivo contestava la dosimetria sanzionatoria e il diniego delle circostanze attenuanti generiche, chiedendo in sostanza una diversa valutazione del fatto e un trattamento più mite, anche mediante la riqualificazione nell'ipotesi attenuata richiamata nei motivi di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e aspecifico, perché non indicava specifici travisamenti delle emergenze processuali e trascurava che la Corte di appello aveva motivato autonomamente e in modo esaustivo, richiamando e condividendo la decisione di primo grado, ripercorrendo i fatti e dando conto della compiutezza del compendio probatorio, oltre a esaminare e rigettare i motivi di appello. Ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, poiché diretto a sollecitare valutazioni di merito non consentite in sede di legittimità; la Corte territoriale aveva esercitato congruamente e logicamente il proprio potere discrezionale in punto di pena e attenuanti, valorizzando i precedenti penali dell'imputato, definiti gravi, numerosi e allarmanti, e l'assenza di elementi positivi idonei a giustificare una mitigazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 4 l. n. 110 del 1975

    Disposizione incriminatrice posta a fondamento della condanna confermata in appello; la sentenza richiama anche l'ipotesi attenuata di cui al comma 3, oggetto della richiesta difensiva di riqualificazione.

  • art. 4, comma 3, l. n. 110 del 1975

    Ipotesi attenuata richiamata nei motivi di appello e invocata dalla difesa per la riqualificazione del fatto, ma esclusa dai giudici di merito.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per vizio di motivazione è inammissibile se resta generico e aspecifico e non individua concreti travisamenti delle risultanze processuali poste a base della decisione impugnata.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di nuova valutazione del merito, soprattutto quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione autonoma, completa e logicamente coerente.
  • La Corte di appello può legittimamente richiamare la decisione di primo grado, purché sviluppi una propria motivazione che ripercorra i fatti e dia conto del compendio probatorio e della risposta ai motivi di gravame.
  • La determinazione della pena e il diniego delle circostanze attenuanti generiche rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito e non sono censurabili in cassazione se sorretti da motivazione congrua e logica, specie quando il giudice valorizzi precedenti penali gravi e l'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoImpugnazioniRiti alternativi
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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