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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29420/2025 del 11/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello per vizi di motivazione e travisamento della prova: contestavano l'attendibilità del riconoscimento fotografico e delle riprese video, la carenza di indizi gravi, precisi e concordanti, la mancata o erronea applicazione di aggravanti (uso di armi, piu' persone riunite, metodo mafioso, esposizione alla pubblica fede) e la conseguente improcedibilità per difetto di querela per alcuni reati; lamentavano altresì la mancata concessione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi di ricorso, confermando la valutazione indiziaria dei giudici di merito (riconoscimenti da filmati, corrispondenza degli indumenti, ritrovamento delle mazze e della tanica, unitarieta' delle condotte) e la sussistenza delle aggravanti (uso di armi improprie, pluralita' di persone, metodo mafioso con profilo anche di finalita' agevolativa). Tuttavia la Corte ha accolto i ricorsi parzialmente: ha ritenuto che il delitto di danneggiamento aggravato dall'esposizione alla pubblica fede (capo 5) sia divenuto procedibile a querela per effetto delle modifiche legislative e non essendo stata presentata querela nei termini ha dichiarato l'improcedibilita' di quel reato, annullando senza rinvio la relativa pena (riduzione equivalente a un mese di reclusione per ciascuno degli imputati). Le restanti condanne e le aggravanti sono state confermate; il rigetto delle attenuanti generiche e' ritenuto diritto del giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che, se l'azione lesiva e' unitaria e include l'uso di armi o strumenti atti ad offendere anche in parte, il reato e' aggravato indipendentemente dal fatto che la singola ferita sia stata cagionata direttamente dall'arma; l'uso di armi improprie reperite e immediatamente utilizzate integra l'aggravante.

  • art. 610 cod. pen.

    La violenza privata e' stata ricostruita nella sua dimensione unitaria con riferimento alla pluralita' degli agenti quando la condotta impedisce la libera determinazione della vittima; la contestazione e la qualificazione emergono dalla descrizione naturalistica della condotta.

  • art. 625 n.7 e art. 635 cod. pen. (danneggiamento aggravato)

    La Corte ha valutato la modificazione del regime di procedibilita' intervenuta con la normativa piu' favorevole: se il fatto, alla data dei fatti, e' divenuto procedibile a querela e la querela non e' stata presentata, il reato e' improcedibile. Applicazione del principio di favore ex art. 2, comma 4 cod. pen.

  • art. 416-bis.1 e art. 416-bis cod. pen. (aggravante metodo mafioso / finalita' agevolativa)

    L'aggravante puo' essere riconosciuta sia nel profilo del metodo mafioso sia in quello della finalita' di agevolazione: non e' necessario provare l'appartenenza a un'associazione mafiosa; e' sufficiente che le modalita' esecutive evochino la forza intimidatrice tipica del metodo mafioso o che la condotta sia funzionale a creare una condizione di assoggettamento/agevolazione a favore di un gruppo organizzato.

  • art. 133 cod. pen.

    Sulle attenuanti generiche il giudice del merito compie una valutazione di fatto: la Corte di legittimita' sindaca la completezza e la non contraddittorieta' della motivazione ma non rivede il giudizio di merito.

  • art. 2, comma 4 cod. pen.

    Principio di applicazione della legge penale piu' favorevole: in caso di successione di leggi sul regime di procedibilita' il giudice applica la norma piu' favorevole al reo; la Corte ha seguito tale principio per dichiarare l'improcedibilita' del danneggiamento aggravato.

  • L. 31/2024; L. 60/2022; D.Lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Riferimenti normativi citati in relazione alle modifiche del regime di procedibilita'; la Corte ha chiarito che non puo' essere retroattivamente applicato un regime piu' sfavorevole se e' vigente una norma piu' favorevole al momento del giudizio.

Massime di principio

  • La valutazione del materiale video e dei riconoscimenti rientra nel sindacato del giudice di merito: in cassazione si controlla la coerenza e la completezza della motivazione, non la 'migliore' valutazione delle immagini.
  • Quando l'azione lesiva e' unitaria (stesso disegno criminoso), l'impiego anche parziale di strumenti atti ad offendere aggrava l'intera condotta, anche se una specifica lesione derivi da una caduta o da altro atto non direttamente compiuto con l'arma.
  • La pluralita' degli aggressori puo' integrare l'aggravante delle 'piu' persone riunite' solo se la contemporanea presenza e l'azione congiunta hanno effettivamente limitato la capacita' di reazione della vittima; la contestazione puo' risultare dalla descrizione naturalistica dell'imputazione.
  • L'aggravante per uso del metodo mafioso puo' essere riconosciuta anche in assenza di un'associazione formalmente accertata, quando le modalita' di condotta evocano la forza intimidatrice tipica del fenomeno mafioso o mirano a creare un vantaggio/controllo territoriale.
  • Sulle modifiche del regime di procedibilita' (passaggio a procedibilita' a querela) opera il principio di favore: il giudice deve applicare la normativa piu' favorevole al reo e verificare la presenza della querela nei termini; in mancanza la fattispecie diventa improcedibile.
  • La concessione o meno delle attenuanti generiche e' valutazione di merito; la cassazione interviene solo se la motivazione e' mancante, contraddittoria o manifestamente illogica.

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