Cassazione Penale, Sentenza n. 21906/2023 del 22/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte di appello di Salerno che aveva confermato la condanna per il reato di furto aggravato ex art. 624-bis c.p. per essersi impossessato di una bicicletta a pedalata assistita marca NVG del valore di circa Euro 1.400, introdottosi nel box pertinenziale della persona offesa. Il ricorrente ha proposto due motivi: (1) mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di particolare tenuità ex art. 62 n.4 c.p.; (2) mancata concessione della sospensione condizionale della pena (pur avendo già in passato beneficiato di una sospensione condizionale di mesi 8). Il ricorso è stato trattato nelle forme dell'art. 23, comma 8, legge n. 176/2020.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto il motivo generico perché non affronta specificamente le argomentazioni già accolte o esaminate in appello e manifestamente infondato, poiché la Corte territoriale ha valutato le caratteristiche dell'oggetto sottratto (bicicletta di buona marca e con congegno per pedalata assistita) e non ha effettuato una valutazione astratta. Sul secondo motivo ha ritenuto il ricorso generico: l'imputato aveva già usufruito in passato della sospensione condizionale e non ha dedotto specificamente la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 165, comma secondo c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma applicata per la qualificazione del reato di appropriazione della bicicletta a pedalata assistita; la Corte d'appello aveva confermato la sussistenza del reato alla luce delle modalità del fatto (immissione nel box e sottrazione della bicicletta).
Rinvocata dal ricorrente quale circostanza attenuante per tenuità del danno; la Corte di legittimità ha ritenuto che la Corte territoriale abbia correttamente escluso l'attenuante sulla base della natura e del valore dell'oggetto sottratto, valutazione che non è stata efficacemente contestata nel ricorso.
art. 165, comma secondo cod. pen.
Norma che disciplina le condizioni per la concessione della sospensione condizionale della pena e per la seconda concessione a chi abbia già beneficiato del provvedimento; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia dedotto fatti specifici idonei a dimostrare il possesso dei requisiti richiesti per una nuova concessione.
art. 23, comma 8 legge n. 176/2020
Richiamato in relazione alla forma di trattazione del ricorso; il procedimento è stato trattato nelle forme previste dalla norma (senza intervento delle parti).
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento della circostanza attenuante per tenuità del danno è necessario confrontarsi puntualmente con le valutazioni del giudice di merito e dedurre elementi concreti (valore, natura dell'oggetto, modalità del fatto) che giustifichino la derubricazione.
- Le generiche doglianze che non superano o non contestano specificamente le motivazioni già fornite dal giudice di merito sono inammissibili o destinate a insuccesso in sede di legittimità.
- La concessione della sospensione condizionale della pena alla seconda istanza è subordinata alla dimostrazione dei requisiti di cui all'art. 165 c.p.; se il ricorrente ha già beneficiato della sospensione, deve provare circostanze concrete che giustifichino una nuova concessione.
- Il valore e le caratteristiche dell'oggetto sottratto (es. marca, presenza di congegni particolari) possono escludere la tenuità del danno anche se l'importo non è elevatissimo; non conta solo il prezzo ma il complesso delle circostanze.
- In sede di ricorso in Cassazione è essenziale formulare motivi specifici e ben documentati; argomentazioni astratte o ripetitive rispetto all'appello rischiano la dichiarazione di inammissibilità.
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